È l’ultimo giorno dell’anno, di questo 2013. Ringrazio tutti coloro, tutti voi, che mi avete seguito, in questi dodici mesi, che sono stati laboriosi, intensi, vivi, in cui sono partita, per trasferirmi a Parigi, mi sono rimessa a studiare, di nuovo, con soddisfazione – sto facendo un dottorato -, ho cambiato case (più di una), panorami, ho trovato nuovi amici, ho espresso desideri – e alcuni si sono avverati -, guardato molto il cielo, pedalato per scoprire la città, iniziato nuove collaborazioni come critica teatrale – con la rivista Hystrio e il web magazine Paneacqua culture -, tradotto nuovi testi teatrali, continuato con le Tweet_interviste, iniziata la nuova avventura musicale-poetica s_suite con Damiano Meacci, scritto altre piccole_forme.
È con una di queste che voglio farvi i miei auguri, per le ore che rimangono del 2013 e per l’inizio del 2014. Dovunque voi siate, io alzo il calice con voi per un brindisi che duri tutta la notte e ci trasporti con levità nel nuovo anno. Che l’anno riservi a tutti noi giorni più belli di quello che si sta chiudendo, ça va sans dire…
Con affetto, Simona
Enigma
Sono inciampata
in un enigma
Guarda, scruta
spia
senza poter vedere
e nella vista oscurata
sente
Allo sguardo abbagliato si offre
giardino delle delizie
Succoso, delicato lo sfioro
oltre lo specchio
Barriera che non scherma
I sensi voluttuosi
cavalcherebbero l’onda
in mareggiata
solcherebbero l’equatore
della sua mente
solo per viaggiare
spostare il baricentro
del proprio sapere
affondare la coscienza
rifondare il sé
Sogni
Sogno
e divento guerriera
impavida
Tra cunicoli
di veli apro varchi
Gli uomini sono crudeli
e alla mensa dividono
carne umana
La mia bocca qui
non si apre se non per
l’incanto di una
parola che traluce
e spazza via
La paura si riavvolge
il sogno si acquieta
Nell’oro della mente
brilli
Sono inciampata nell’enigma
Simona Polvani – dicembre 2008