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In the studio floor, my preferred color, violet.

The steps begin through the sun shadows. 
The steps dither on the edge. 
Outside the green flies.

Attraverso ombre solari si schiudono i passi. 
Tremano ai margini. 
Volano i verdi fuori. 

Les pas éclosent dans les ombres solaires. 
Ils tremblent en marge. 
Dehors volent les verts. 


Simona Polvani

Château Éphémère, Carrières-sous- Poissy


Day #02 | PASSI /Errare è umano residence

Day #03 | PASSI /Errare è umano residence


PASSI / Errare è umano, in residenza

PASSI / Errare è umano, en résidence

Il y a du vide parfois,

du vide

même si le vide n’existe pas

comment se débarrasser du vide, autour, dedans, en dehors

d’un phénomène qui en nature n’existe pas

comment penser au plein, plein de tout

mouvement perpétuel, choc entrechoqué, sobre fusion
couleurs à tromper, à faire crever l’iris
et le recréer

imaginer – pas de froid, de givre, de glace,
pas l’image du vide

songer, songer au tout, se faire espace
et particule, se faire le tout
puis laisser      la main glisser
et      se poser

____________________________________________________________

Simona Polvani, 2016

Senza Titolo, Stefano Frosini, 2013


Arrivi, tu arrivi

Una linea di luce diafana

E mi tocchi

Una mano, la scapola esposta

Giungi e sciogli la cera

All’orecchio cieco

Impenetrabile, erravo, racchiusa

Tutta

In bava di seta

//Contro, dico, contro

Impotente, renitente la lingua

Al refrain che scarnifica

L’oggi

Giungi e irrompi,

Crepitio dubbioso di screpolatura

Ulna contro malleolo

Ciglia e flagelli a perlustrare

Il pallore, far affiorare

Il rossore

(Incanti

Di nuovo sono

Sulla pietra, qui,

Riemersa all’orizzonte teso

Apparire e sparire, petali e foglie di ali dispiegare,

Andare

Ancora, andare


Testo: Simona Polvani, composto per IN APPARENZA
video-installazione a cura di Simona Polvani, in collaborazione con Federico Fiori e Francesca Lenzi, presentato al Festival Nottilucente 2012, San Gimignano.

Fotografia: Senza titolo (2013), di Stefano Frosini. Esposizione: f/18, 53.2s.

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You come, you come

                                                                          A line of translucent light

And you touch me,

A hand, shoulder blade exposed

You come and you dissolve the wax

with the blind ear

Impenetrable, I wandered, closed off

                                                                          All in silk trickle

                                                                          // Against, I say, against

Powerlessness, resistant the language

With the refrain that emaciates

The now

You come and you unfurl

                                                                          Uncertain crackling of fissures

Ulna against malleolus
Lashes and flagella to explore
Pallor, to flush
Redness

                                                                          (You enchant me

Again, I am
On stone here
Emerging on the surface
Of the stretched horizon

 

To appear, disappear
Petals and leaves of wings to spread
Going
Still going


 

 

Text by Simona Polvani

Poem for video installation In-Apparenza (2012); conception and text by Simona Polvani, video production by Federico Fiori and Francesca Lenzi (Influx); at Nottilucente Festival 2012, Piazza delle Erbe, San Gimignano, Italy.

Translated in English by Diane Eberhardt.

Photo: Untitled (2013), by Stefano Frosini
Nikon case D300s, optical Sigma 17-50mm F/18, 53.2 secondes


Horizon. 2014 © Guido Mencari www.gmencari.com


 

Si schiudono i nidi

Di uccelli immaginari

Subito aprono

Le ali

Sono ora

Sopra la mia testa

Ora

Sopra l’oceano grosso

Di lacrime

Striato di scie

Di speranze tenute

Con i denti

 

Vola senza pena

Gonfio di salmastro

Tu, unica meraviglia,

Da additare per il bimbo

In traversata


 

 

Testo: Simona Polvani, Agliana, 20 settembre 2015

Immagine: Horizon. 2014 © Guido Mencari www.gmencari.com

 

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Peinture de Amy Judd

 

Je dis

le bonheur

avant que le vent ne l¹emporte

lui qui n¹a pas de pieds de pierre

lui au corps de plumes

Je dis le bonheur

que j¹ai arraché au rêve

pendant qu¹il se posait

sur la pointe de ton nez

Immédiatement j¹y ai posé le mien

pour qu¹il ne soit ni le tien

ni le mien

mais notre bonheur à nous

 

///////////

Simona Polvani – Paris, le 13 mars; Agliana, le 13 juillet 2014 – traduction de l’italien en français de Camilla Maria Cederna, amie poétesse que je remercie infiniment.

 

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Io la dico

La felicità

Prima che se la porti via il vento

Lei che non ha piedi di pietra

Lei dal corpo di piume

La dico la felicità

Che ho carpito al sogno

mentre si posava

sulla punta del tuo naso

Subito vi ho appoggiato il mio

perché non fosse tua

o mia

ma nostra

questa felicità

////

Simona Polvani – Parigi, 13 marzo 2014

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Photo credits: 2013 Guido Mencari http://www.gmencari.com

È l’ultimo giorno dell’anno, di questo 2013. Ringrazio tutti coloro, tutti voi,  che mi avete seguito,  in questi dodici mesi, che sono stati laboriosi, intensi, vivi, in cui sono partita, per trasferirmi a Parigi, mi sono rimessa a studiare, di nuovo, con soddisfazione – sto facendo un dottorato -, ho cambiato case (più di una), panorami, ho trovato nuovi amici, ho espresso desideri – e alcuni si sono avverati -, guardato molto il cielo, pedalato per scoprire la città, iniziato nuove collaborazioni come critica teatrale – con la rivista Hystrio e il web magazine Paneacqua culture -,  tradotto nuovi testi teatrali, continuato con le Tweet_interviste, iniziata la nuova avventura musicale-poetica s_suite con Damiano Meacci, scritto altre piccole_forme.

È con una di queste che voglio farvi i miei auguri, per le ore che rimangono del 2013 e per l’inizio del 2014. Dovunque voi siate, io alzo il calice con voi per un brindisi che duri tutta la notte e ci trasporti con levità nel nuovo anno. Che l’anno riservi  a tutti noi giorni più belli di quello che si sta chiudendo, ça va sans dire…

Con affetto, Simona

Enigma 

Sono inciampata
in un enigma
Guarda, scruta
spia
senza poter vedere
e nella vista oscurata
sente

Allo sguardo abbagliato si offre
giardino delle delizie
Succoso, delicato lo sfioro
oltre lo specchio

Barriera che non scherma

I sensi voluttuosi
cavalcherebbero l’onda
in mareggiata
solcherebbero l’equatore
della sua mente
solo per viaggiare
spostare il baricentro
del proprio sapere
affondare la coscienza
rifondare il sé

Sogni
Sogno
e divento guerriera
impavida
Tra cunicoli
di veli apro varchi

Gli uomini sono crudeli
e alla mensa dividono
carne umana

La mia bocca qui
non si apre se non per
l’incanto di una
parola che traluce
e spazza via

La paura si riavvolge
il sogno si acquieta
Nell’oro della mente
brilli

Sono inciampata nell’enigma

Simona Polvani – dicembre 2008

Bras

bouches

dos

cheveux retenus

culs bandés

vêtements retournés

les pas sur-saccadés

les têtes renversées

Ta barbe

 

À reculons seulement j’ai pu parcourir

le périple du château

Plongeant dans l’odeur capiteuse

du jasmin, je me suis égratignée contre

les pierres

L’esprit heureux enfin

de la parole morte –

Retrouvée dans le noir aveuglant

Moi, dans tous tes sens aspirée

Dans les mains, dans tes mains, empêtrée

Je suis anémone de mer algue corail



– Août 2011-

Simona Polvani / traduction en français par Simona Polvani & Ludovico Greco

Oggi-

oggi

è giorno di germogli,

di germogli, non da germogliare

di germogli germogliati

è giorno secco

Germogli

nell’incanto pastoso

di questo pomeriggio scarno

d’autunno

Le foglie,

cadenti, cadute

come tesori smessi

agli angoli del giardino,

sono per altri autunni

sconvolti

Oh, sono belle le foglie d’autunno dai colori

bruciati, dall’odore

appassito, come pensiero

svanito

Scricchiolano,

– voilà l’onomatopea fragile

Ma di germogli brillanti di colore,

– ecco sguardi lucenti –

è l’autunno, fuori stagione,

per verdi d’inverno.

Il mio, oggi. Tenace.