LE SERPI

di Marie NDiaye

Traduzione di Simona Polvani

 

La pièce Le Serpi (titolo originale, Les Serpents, Éditions de Minuit, 2004) dell’autrice francese Marie Ndiaye è un testo teatrale luminoso e cupo assieme, che in un’atmosfera surreale si interroga sulle relazioni genitoriali e coniugali, attraversate dalla perversione e dalla crudeltà.

È il 14 luglio, la festa della presa della Bastiglia. Sotto il sole cocente, in un paesaggio di mais polveroso, si incontrano tre donne. Madame Diss, e le sue due nuore, France e Nancy. L’elegante Madame Diss è arrivata sin là, in quel posto sperduto con un unico scopo: farsi prestare del denaro dal figlio. Un figlio che è trincerato in casa, intento a sorvegliare ferocemente i figli e prepararli per i fuochi d’artificio e non ha la minima intenzione di fare entrare la madre in casa. Solo France e Nancy possono entrare, per quanto per un numero limitato di volte. Tra il mais, spaventoso, alleggia il ricordo crudele di un altro figlio, morto in circostanze misteriose. Ma cosa si prepara in realtà nella casa da cui giungono rumori sinistri e in cui si ha paura ad entrare?


La pièce Le Serpi è stata presentata in anteprima italiana in forma di mise en espace per la cura registica di Marco Carniti e l’interpretazione di Milena VukoticValentina GristinaElisabetta Valgoi e con Sarah Chaumette, durante la prima edizione del festival Face à Face – Parole di Francia per Scene d’Italia nel 2007 al Teatro Piccolo Eliseo Patroni Griffi di Roma.

Nel 2011, di nuovo per Face à Face, è stata trasposta da Ricci/Forte in versione radiofonica per RADIO RAI 3 e trasmessa in diretta dall’Auditorium di via Asiago di Roma. A interpretarla Anna BonaiutoSonia BergamascoMichela Cescon e Giuseppe Sartori.

La traduzione ha beneficiato di una Borsa di traduzione dell’Association Beaumarchais /SACD e dell’Ambasciata di Francia in Italia.

A questo link una audio_intervista web realizzata da Simone Pacini per KLP Teatro a Simona Polvani sulla traduzione:

LE SERPI: DALLA TRADUZIONE ALLA MESSINSCENA DI RICCI/FORTE

http://www.klpteatro.it/le-serpi-audiointervista-polvani



 

Personaggi

France

Madame Diss

Nancy


L’inizio della pièce

I

France _ Viene per i fuochi d’artificio?

Ma non saranno un granché.

Mme Diss _Chi viene per i fuochi d’artificio?

France _ Questa persona la invidio, non la conosco, ma la invidio per aver guidato fin qui solo per i fuochi d’artificio. Si sarà detta: Una festa di paese, può essere divertente.

Mme Diss _ Chi viene per i fuochi d’artificio?

Ti sbagli di sicuro. Non si può avere un’idea simile.

France _ Non è venuta per i fuochi d’artificio?

Oh, lo credevo.

Mme Diss _ Non si può avere un’idea simile.

Che scocciatura.

Vorrei vedere mio figlio, adesso. Dimmi, perché mi evita? Possibile, si occupa così tanto dei bambini da non poter essere avvicinato e mi fa aspettare e aspettare sperando di scoraggiarmi.

Allora, perché?

France _ Pensa che lei sia venuta per i fuochi d’artificio e di non doversi affrettare visto che la notte è lontana.

Mme Diss _ Mi infastidisci e mi fai pena con i tuoi fuochi d’artificio.

Da quando ti ci stai preparando? E una volta esploso l’ultimo candelotto?

Passati i fuochi d’artificio, la tua vita qui, cos’è?

France _ Io posso davvero, prima e dopo, vivere in attesa del 14 luglio, perché finisce sempre per arrivare o ritornare. Basta esserne sicure. È un desiderio continuo e sempre esaudito, e non creda che mi smonti, no, il vigore di questo slancio rimarrà intatto fino alla mia morte, la gioia che esistano, ogni anno, un 14 Luglio e i fuochi d’artificio, ineluttabilmente.

Nessuna delusione, nessun cedimento possibile.

Non ci si deve preoccupare per me.

Mme Diss _ Dov’è mio figlio? Poveretta, lo hai sposato. Ecco il risultato.

France _ Guardi, guardi come sono cambiata. Lei non mi ha conosciuta prima.

Oh, non sono mai stata così serena, così sorridente, così capace di dispiegare il mio pensiero davanti a me stessa e contemplarne la lucidità e la brillantezza.

Se mi avesse conosciuta, gliene sarebbe riconoscente.

Mme Diss _Lui fa conto che mi stanchi e me ne vada prima di avergli detto buongiorno.

France _ Sono fiera adesso, prima invece camminavo a testa bassa per la paura che mi si vedesse in viso. Adesso lo mostro. Non ho più paura di scoprire i denti. Mi lego i capelli indietro stretti stretti, non nascondo nulla della pelle, delle guance.

Lei non mi conosceva.

Sono tanto più fiera. Non si dimentichi di tenerlo presente, che ne so, per esempio, se viene per fargli dei rimproveri.

Mme Diss _ Rimproveri?

France _ Visto che non è, mi ha detto, per i fuochi d’artificio.

Mme Diss _ Voglio solo chiedervi in prestito del denaro. Mio figlio me lo presterà di sicuro.

Cosa potrei avere da rimproverargli?

È un figlio, dio mio, non lo conosco quasi più.

France _ Se non esito più a portare le gonne un po’ aderenti sui fianchi e a dare la mia opinione con voce ferma, si deve ringraziare lui e solo lui. Perché, alla fine, chi mi ha detto: Scopriti, vali molto di più? Mi scusi, ma lei non è ricca, infinitamente più ricca di noi?

Mme Diss _ Mi trovo nel bisogno. Ho fatto dei debiti. Mi sono sposata tre o quattro volte senza trarne profitto.

France _ Ma noi abbiamo dei figli, stiamo attenti a ogni spesa, gli stipendi sono magri e irregolari.

Siamo giovani e i bambini sono ancora piccoli.

Se mi avesse vista prima, non mi riconoscerebbe. La mia stessa famiglia, quando mi capita di andare a trovarla, mi prende per un’impiegata del comune venuta a reclamare, che ne so, il pagamento dell’imposta locale.

Mme Diss _ Si può prestare a chi è più ricco di noi. Non è assurdo, non è discutibile. Devo troppo denaro a troppe persone, mi serve un finanziatore nuovo, che si fidi, che non mi chieda niente.

Ho mio figlio, ho solo un figlio.

Rimarrò fino a quando non l’avrò visto.

France_ Mi scusi, ma prestare proprio a lei!

Mme Diss _ I bambini costano, ma vi fruttano anche. Ricevete degli aiuti. Ogni mese, prestatemi quello che vi danno per allevarli. Non toccherete i vostri risparmi, se è quello che vi turba.

Mi arrangerò con quella somma lì.

France _ Mio padre e mia madre e tutti i miei fratelli e le mie sorelle, passati i primi minuti di ostilità contro un’estranea minacciosa, piano piano si imbevono dell’idea che sia proprio io a fargli visita. Non mi riconoscono, no, però mi credono quando gli dico che sono io. Sono dei creduloni. Gli si potrebbe tirare un brutto scherzo, come piombare dicendo di essere la figlia di casa mentre non è vero.

Ma chi avrebbe voglia di mentire su questo punto?

Non sono desiderabili, non sono desiderabili. Non hanno niente da rubare, non si possono amare facilmente. Ecco perché, se vado a vederli pretendendo di essere la figlia, è che sono la figlia, punto.

Sono trasformata.

So bene che a nessuno verrebbe l’idea di pretendere di essere imparentato con quella famiglia a meno che non sia l’assoluta verità, ma non lo sanno, loro, che il primo venuto respingerebbe ogni sospetto di un legame con quei visi, quei corpi, quel modo di parlare, loro non lo sapranno mai.

Sono la figlia. E mi esprimo distintamente e sono potuta diventare snella e penso, penso, penso.

Mme Diss _ Perché, alla fine, se mio figlio non mi tende la mano, chi lo farà?

Fa così caldo oggi. France, posso almeno entrare, rinfrescarmi?

France _ No, non lo faccia. Si arrabbierà. Sta preparando i bambini per i fuochi d’artificio. È tranquillo, contento, allegro. Se si trovasse faccia a faccia con sua madre dentro casa, mentre credeva che lei lo aspettasse fuori, e, in un certo modo, scusi, fuori per sempre, per sempre fuori, mi scusi, questo non andrà per niente, per niente, olalà, se vede che sua madre è dentro!

Mme Diss _ France, sono spaventosa, demoniaca? Voglio dimenticare davvero di essere sua madre e lo dimentichi anche lui se è ciò che può rendergli più facile prestarmi del denaro. France, sono detestabile?

France _Io le voglio bene.

Mme Diss _ Sì?

France _ Le voglio profondamente bene.

Mme Diss _ Ma io non l’ho mai conosciuta prima. Ah, fa caldo, così caldo. Ci si guarda attorno e si vedono solo campi di mais.

France _ Le voglio bene per non avermi fatto un affronto, lei che è così radiosa, quando mi sono sposata con lui. Ero ancora rozza, ancora pesante e taciturna e lei avrebbe potuto, bellissima, astuta, ironica, lei avrebbe davvero potuto, non so, trovare strano e farlo capire che suo figlio, non solo fosse innamorato di una ragazza così, di quel genere, così poco piacevole da guardare e con niente da dire su alcunché, ma oltretutto, che quella ragazza, lui riteneva necessario presentargliela come sua moglie.

Avrebbe potuto riderne.

Poiché, a casa mia, di queste disparità si ride, sebbene non si abbia alcuna probabilità di essere da un’altra parte che dal lato ridicolo, dal lato inferiore della comparazione e di ogni comparazione possibile.

Perché, a casa mia, si sarebbe riso a vederci, lui e me, se si fosse potuto comprendere fino a che punto eravamo mal assortiti, e poiché lei non ha riso, le voglio bene, infinitamente, e penserò sempre che lui ha avuto fortuna a nascere da lei….

Mme Diss _ Non ho riso, ma di che cosa…..Forse. Alla fine, per me era indifferente.

Io stessa stavo per risposarmi, ero innamorata cotta di quell’ultimo imbecille.

Come vuoi tu.

Si vede solo mais e ancora mais, France. Il mais assedia la vostra casa, e il caldo picchia e non c’è un albero, solo questo gran mais, che non fa ombra.

France _ Capita che i bambini si perdano nel mais.

No, lei non è detestabile.

A volte occorre una mezza giornata per ritrovarli. Ho così paura che uno di loro, un giorno, perduto nel mais, muoia di sete e di spavento, che aspetto con impazienza la fine dell’estate, che venga tagliato.

Lei, Madame Diss, è talmente più esperta, più scaltra, più bella di me e ciò nonostante, non so, lo ripugna l’idea di parlarle, a sua madre. Sperava, credo, che questa foresta di mais, tra lui e lei, avrebbe impedito la sua venuta, ma ecco, si è sbagliato, e se lei sapesse come lo irrita l’amore che ho per lei!

Mme Diss _Fagli sapere che non vengo per lui.

Tutti questi sentimenti: digli che m’importano poco. Non deve fare altro che prestarmi dei soldi, con freddezza. E poi me ne vado.

France _ Lei è ricca, ma le presto io, glieli do io.

Mi spiegherò con lui. Come farà a capire?

Ritiene che io non abbia alcun motivo per esserle grata per la sua simpatia. È normale, dice lui. E invece no!

A chi dare il proprio amore, per chi sacrificarsi, allora, se non per chi non ti prende in giro? Io le voglio bene e la bellezza mi impressiona, negli occhi, il naso diritto, la sua pelle.

Ha parcheggiato l’automobile lontano dal mais. È là che aspetterà i fuochi d’artificio, in pieno sole, alle tre?

Mme Diss _ Ecco qualcuno, con un abito blu con le spalline sottili! Capelli con un bel taglio, rossetto accesissimo!

France _ Sì, è lei, quella che viene per il 14 Luglio.

È lei, non è vero?

Mme Diss _ Sei una brava mogliettina.

Credi che qualcuno si preoccupi abbastanza del 14 Luglio, tra il mais, da affrontare, per puro piacere, questo caldo, questo cielo bianco? Sei tutta eccitata, France.

Rientra e digli che non aspetterò i fuochi d’artificio, che voglio il denaro prima. Digli questo, a mio figlio.

Sei sudata. Hai le ascelle zuppe. Rientra, parlagli, digli che non provo niente, parla, digli che vengo semplicemente per un affare, per una agevolazione.

E cambiati, ripulisciti, France. Che caldo! Com’è tutto afoso e lattiginoso sopra al mais.

France _Sì, ne ho uno più carino, lo tengo per i fuochi d’artificio. Avrò i tacchi alti e le gambe abbastanza nude. Le do tutto quello che abbiamo, Madame Diss, madre cara, e ci penso io a spiegarglielo a lui, che si infurierà.

Però il mio debito nei suoi confronti è notevole! Oh, mi permette di chiamarla: mamma?

Oh, per favore.

Mme Diss _ Va’, occupati del prestito. Non ti avvicinare più. Ci vedremo dopo. L’odore del tuo sudore è forte, come quello di un animale che ha paura. Ma fatti bella, fatti bella.

France _ Lei è troppo bella per me, mamma, Madame Diss, così bella….



Estratto dal testo inedito Le Serpi di Marie NDiaye, traduzione di Simona Polvani, depositato presso la SIAE (Italia) e la SACD (Francia). Tutti i diritti riservati.

Per ulteriori informazioni o se foste interessati a leggere il testo integrale: sp@simonapolvani.com

 

 

 

 

 

 

 

corpsdessinant_evenementielwebChers tous, amies et amis,

c'est avec enthousiasme que je vous invite à découvrir 
les "deux jours" de performance  CORPS DESSINANT 
que l'équipe EsPAS/Esthétique de la performance et des arts de la scène, 
dont je fais partie, a organisé au Musée des Arts et Métiers de Paris 
le 3 et 4 décembre, 
dans la cadre de l'exposition Machine à dessiner.


En tant que poétesse et/ou performeuse 
je participerai aux performances 
DisorientADN et Quelque chose est en train de se passer.

 

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DISORIENT 
vidéo installation et performance

de Ludivine Allegue et Valentina Lacmanović 
avec la contribution de Frédéric Mathevet et Simona Polvani

J’ai été invitée par Ludivine Allegue sur la première partie de la vidéo-installation et de la performance. J’ai écrit pour l’occasion un poème, qui est devenu matériau sonore à travers ma voix et la musique créée par Frédéric Mathevet, et que je mets en mouvement, inspirée notamment par le butō.

samedi 3 décembre, 14h45-15h45 
dimanche 4 décembre, 16h30-17h30 (avec ma mise en mouvement)
Église, Abside, salle du Pendule de Foucault – RDC

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ADN / DNA
live performance

de Romina De Novellis

performers
Alessandra Cristiani
Simona Polvani
Roddy Laroche Samsonoff
Thérèse Vu Xuan

samedi 3 décembre, 13h30-16h30, Atelier Énergie, 1° étage du Musée

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QUELQUE CHOSE EST EN TRAIN DE SE PASSER
Performance pour 12 danseuses et un public étendu

de Mélanie Perrier

Avec Marie BarbottinDoria Belanger, Camille Cau, Laurie GiordanoSusy ChetteauClaire MalchrowiczColine JoufflineauJune AllenSimona PolvaniKeiko Abe PotierAnnie Belet
dimanche 4 décembre 15h15-16h30, sur tout le 1° étage du Musée et jusqu’à l’escalier d’honneur

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Musée des Arts et Métiers
60, Rue Réaumur
75003 PARIS
*Dimanche 4 décembre entrée libre

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Pour en savoir plus  RDV sur les pages de l’équipe EsPAS et  du Musée des arts et métiers

http://www.institut-acte.cnrs.fr/espas/2016/11/14/le-corps-dessinant/

http://www.arts-et-metiers.net/musee/corps-dessinant

Le lien vers l’événement
https://www.facebook.com/events/1831320423770107/

Suivez les coulisses de l’exposition et partagez vos impressions avec la hashtag #Corpsdessinant sur les réseaux sociaux.

*En complément de ce week-end, une journée d’étude Geste et corps dessinant : un enjeu entre art et technique est programmée le mardi 6 décembre 2016.

J’espère que vous viendrez assister/participer/respirer/dessiner avec vos corps.

fullsizeoutput_126eQualche scatto e una preview dalle prove 
della performance di poesia sonora PASSI / errare è umano, 
durante la residenza allo Château Éphémère-fabrique sonore 
et numérique a Carrières-sous-Poissy (Francia).


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Quelques clichés et une preview 
de la performance de poésie sonore PASSI / errare è umano, 
depuis les répétitions pendant la résidence 
au Château Éphémère - fabrique sonore et numérique 
a Carrières-sous-Poissy.


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PASSI / errare è umano
testi /textes Simona Polvani
musica /musique Damiano Meacci
performers Simona-Damiano

 

Link for VIDEO PREVIEW PASSI

 

 

 

Le RIRRA21 de l’Université Paul Valéry Montpellier 3, en partenariat avec LR livre et lecture, organise 2 jours consacrés à la poésie numérique à Montpellier, les 2 et 3 novembre 2016.  * Mer…

Sorgente: ECRIRE AVEC – workshop

Le 27 octobre je vous attends à la Maison des Sciences de l’Homme Paris Nord, pour la performance AVATAR QUE JAMAIS de Hantu.

J’y parteciperai en tant que performer.  Entrée libre.


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Avatar que Jamais

performance Hantu (Weber + Delsaux)
Avec la participation de 
Simona Polvani (performer) et Damiano Meacci (musicien)
Jeudi 27 oct de 17h35 à 18h35

Durant les Journées d’études
L’ACTEUR À TRAVERS LE PRISME DU NUMÉRIQUE : CORPORÉITÉ, AVATAR ET SPECTACLE VIVANT
Jeudi 27 octobre 2016 (après-midi) & Vendredi 28 octobre 2016 (matin)
Maison des Sciences de l’Homme Paris Nord Université Paris 8 Vincennes Saint-Denis
EA 1573 Scènes du monde, création, savoirs critiques
EA 4010 Arts et Technologies de l’Image – INREV
Dans la continuité de l’Atelier Campus Condorcet Paris-Aubervilliers – Cité des humanités et des sciences sociales, « Corps humain, avatar numérique et arts vivants », organisé sous la forme d’un séminaire de 2014 à 2016, cette journée d’études souhaite marquer une étape dans les réflexions qui s’y sont élaborées. Elle a principalement pour objectif de rassembler des chercheurs en arts du spectacle vivant et arts numériques ainsi que des artistes, pour confronter les approches et les méthodologies autour d’interrogations portant sur la place et la représentation du corps dans les interactions entre acteur humain et avatar numérique.

Lieu :
Maison des Sciences de l’Homme Paris Nord, 20 av George Sand – 93210 Saint-Denis La Plaine.

Accès :
Métro Ligne 12 – Terminus station Front Populaire [prendre la sortie « av George Sand – Maison des Sciences de l’Homme » et tourner tout de suite à droite en sortant du métro, vous êtes sur l’avenue George Sand]

Plan d’accès :
http://www.mshparisnord.fr/…/…/Plan%20MSH%20Paris%20Nord.pdf

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Notre résidence de création du projet de poésie sonore et performance PASSI / Errare è umano au Château Éphémère continue, jusqu’au 31 octobre. Jeudi 20 octobre 2016, pendant la soirée AFTERWORK #19, où le Château Éphémère ouvrira ses portes pour faire connaître les artistes résidentes au public, nous proposerons Pièce à Pas. 


AFTERWORK #19

Château Éphémère
470 avenue W. K. Vanderbilt
78955 Carrières-sous-Poissy

SIMONA POLVANI & DAMIANO MEACCI 

Pièce à Pas / installation sonore audio-visuelle

– 20h15, Grand Studio

Conception:  Simona Polvani et Damiano Meacci 

Texte: Simona Polvani / Musique:  Damiano Meacci

entrée libre

Pièce à pas est à la fois la présentation d’un processus de création et une installation audio-visuelle. Elle est réalisée à partir des pièces de poésie sonore s_suiteLe Pas de Lapin, cette dernière directement conçue en avril au Château Ephémère, et d’autres matériaux sonores et textuels, même à l’ « état brut », créés pour le projet PASSI/ERRARE È UMANO, objet de la résidence artistique de Simona Polvani et Damiano Meacci au Château Éphémère.

Le public est invité à rentrer dans la Pièce à pas et à faire expérience des pas tracés par la voix et la musique, dans le noir, percé par des résidus de textes, des poèmes en devenir.

PASSI / Errare è umano

Damiano Meacci, musicien électronique et Simona Polvani, auteur de formes poétiques et artiste performer se sont rencontrés dans le désir d’expérimenter la force expressive de la parole en tant que texte et voix dans son croisement avec la musique électronique. Ils sont à la recherche de l’interaction et de la transformation réciproque des matériaux textuels, sonores et musicaux. Ils se dirigent vers une dramaturgie fondée sur la présence et la vitalité.

Après avoir crées le poème sonore s_suite, ils travaillent pendant la résidence au Château Éphémère à la création de la performance sonore-poétique PASSI/Errare è umanoqui se propose de questionner l’acte de l’errance. Errer comme mouvement, élan originaire et vital, spatial et physique, intime et politique. Errare, qui veut dire aussi se tromper, mouvement à faux pas. Errer pour se perdre ou se retrouver, partir, migrer, pas nécessaire, profondément humain.


Pour infos sur  le programme de toute la soirée AFTERWORK #19: http://chateauephemere.org/afterwork-19-au-chateau/#

Pour infos sur l’accès au  Château Éphémère: http://chateauephemere.org/infos-pratiques/acces/



Un passo

Dopo

Un passo dopo

L’altro

Passo (a) passo

Creo

Il cammino

Apro il varco

                                                                        Sensibile nell’aria che fischia

Respiro il passaggio

Creo

dissolvo

Il passo

Traccia di folle

In ascolto di voci

                                                                                          Il vento? Le foglie a strati? I rami timidi lontani? Il nucleo del sole? I traumi degli avi. I miei. Il rimbombo ottuso delle guerre. La scintilla del fuoco. Tu lontano. Perduto. Smarrito come il sentiero di casa. E le domande dalle labbra cucite. L’urlo nel petto squarciato.

Le fulminee felicità?

Tutto impresso e tramandato

 Nelle memoria elicoidale

Mi faccio silente

Spalanco il cuore. Muta. Sorrido al piede.

È ancora il mio?

Una scia preme alla porta

Delle scapole

Me prima di me, altri

Eppure me

Fecondi e sterili, altri, feconda e sterile me

La folla di folli

Di vita

Piedi che

Mille e mille

Calcando

La terra fragilmente

Passaste

Marcando l’impronta

Di sangue saliva sperma

Carne in lotta e rivolta

Terra rivoltata

Attraversatemi ora

Ho aperto il fianco

Sibilo d’erba verde

Piede di terra

Piede di cielo

Passate

Ad ogni passo

Alla terra lascio

Dalla terra colgo

Piedi di semi

Domani fiori




Simona Polvani

Testo scritto per la performance di marcia Butō Passage e affisso sul muro del Pont Bleu a Rue Riquet, Parigi

Parigi, 31 ottobre 2015

 

Horizon. 2014 © Guido Mencari www.gmencari.com


S’entrouvrent les nids

d’ oiseaux imaginaires

d’emblée ils ouvrent

les ailes

ils sont tantôt

au-dessus de ma tête

tantôt

au-dessus de l’océan grossi

par les larmes

strié par les traces

de l’espoir retenu

avec les dents

 

Vole sans peine

gonflé d’air saumâtre

toi, la seule merveille

que montre du doigt l’enfant

pendant la traversée

 




Poème: Simona Polvani, Agliana, 2015

Traduction : Rossana Jemma, 2016

Image: Horizon. 2014 © Guido Mencari www.gmencari.com

 

“Non l’ho mai fatto finora, intendo, di postare delle micro riflessioni. Il mio blog non è fatto per pensieri salvavita. Tuttavia, questa volta contraddico alla regola e condiviso un post che avevo pubblicato due anni fa, oggi, sulla mia pagina Fb. Lo faccio per me, per pro-memoria. Non è detto, però, che non possa essere utile a qualcun’altra/altro. “



 

Foto pesci

Spesso, quando ci accorgiamo che qualcosa non è adatta a noi, una situazione non ci rispecchia, un rapporto di amicizia o amore non è salutare o ci delude, un lavoro ci fa stare male, usiamo l’avverbio “purtroppo”, a marcare il dispiacere.
Dovremmo invece pensare “per fortuna”, riconoscendo l’importanza di aver avuto la capacità di sentire e capire che qualcosa non è soddisfacente per noi. Quel “per fortuna” è come una finestra con una nuova prospettiva, che ci permette di dare avvio a un cambiamento e di cercare o di essere disponibili a incontrare ciò che ci fa stare bene, consentendoci di evolverci verso una dimensione di noi stessi desiderata.

 

Torno e ne faccio il periplo

Ritorno in luoghi frequentati

Una stagione

Torno in luoghi cari

È periplo di castello ancora

Come fu allora.

 

Cumuli

Di terra scavata

Pieni di buche

Sono le tane dei conigli

Che abitano questo territorio

 

Avere la corsa del coniglio sotto i piedi

Scappare quando c’è da scappare e non restare paralizzati come il cervo a guardare la propria fine venire sotto il colpo del fucile

Essere bestia e uomo

Convocare l’istinto primordiale

Ma per adesso il passo è solo

Camminare lungo il sentiero della recinzione

 

Il vento riempie le orecchie di rumori

Si gonfia di suoni questa landa all’apparenza silenziosa

Sono voci dall’aldilà fischiano ululano sussurrano

 

[“- Alice: Per quanto tempo è per sempre?

- Bianconiglio: A volte, solo un secondo.”]*

 

Non ti oppongo resistenza, vento

Divento arbusto albero fiore

Pendo paurosamente pendo

Verso la recinzione

Temo lo schianto

Una folata

Mi respinge indietro

 

Mi contorce e preme, il vento

Ormai segmentato il corpo

I mie rami piegati da una parte

Mi distrae il rombo di un aeroplano

Che altri porta lontano – Dove?

E un uccello solitario che opposto vola

 

Solo io dalle radici fragili rimango

I sensi intrappolati

Dal coniglio

Che ancora corre

Tutto cambia al muoversi

Di una nuvola

Sole irresistibile agli occhi

Ombra

 


Simona Polvani

(Testo per la déambulation sonore site specific “Le Pas du Lapin”, con Damiano Meacci, residenza di creazione, Château Éphémère, Carrières-sous-Poissy, 16-21 aprile 2016)
* Citazione da “Alice nel paese delle meraviglie” di Lewis Carroll




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