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PARIGI – 3 luglio 2014, ore 18.18

Simona Polvani: Che cosa è per te un corpo danzante? (Qu’est – ce que c’est pour toi un corps dansant?)

Adrien Gaumé: Quando un movimento si conquista da solo, un tempo altro si dispiega in uno spazio altro (C’est quand le mouvement se conquiert lui-même, un autre temps se déploie dans un autre espace).

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C’era una volta una bambina che ballava tip-tap sui due gradini davanti alla porta di casa. Una volta c’era una bambina che nel cortile di casa piroettava con braccia di gabbiano. Aveva una passione sfrenata per i musical americani, la danza classica, il carnevale di Rio con le ballerine sui carri, persino per il pattinaggio artistico sul ghiaccio, perché, anche quello era danzare. I suoi idoli erano Fred Astaire e Ginger Rogers, Shirley Temple – che imitava spudoratamente sognando una cascata di boccoli biondi al posto dei suoi capelli corti – e Carla Fracci, étoile del Teatro alla Scala, con le corolle di tutù bianchi, la grazia dell’inchino, i passi in volo.

Destino volle che il pediatra e l’ortopedico invitassero i suoi genitori a iscriverla a un corso di nuoto per un’iniziale scoliosi e non alla scuola di danza classica. I sogni quando vanno in frantumi fanno rumore. Il rumore dei suoi fu assordante.

<Time One

Piove, fa freddo, avrei mille cose urgenti da fare e anche nessuna, nessun’altra, intendo. Ho già studiato il percorso della metropolitana ieri sera. Da Gare d’Austerlitz fino a Couronne. Suona la sveglia. Diluvia. Mi rigiro sotto il piumone. Al Parc de Belleville, all’aperto. Proprio all’aperto.

Sono fuori casa, imbacuccata, con il piumino, le scarpe da ginnastica, una vecchia tuta di lana da scherma di una antica scuola romana. Quando esco dalla metro il vento mi getta in faccia la pioggia. L’ombrellino da due soldi si piega, si gonfia e rovescia, lo trattengo a stento. Penso che non ci sarà nessuno. Chi avrà avuto il coraggio di uscire per andare a  un training di danza butoh e di improvvisazione con questo tempo da tregenda?

Mentre mi addentro nel parco slavato, mi perdo, mi perdo ancora e infine mi ritrovo. Ostinata, come chi sa di andare al primo appuntamento con una passione negata e sepolta sotto il pregiudizio che si inizia a danzare solo da piccoli, che non si potrà mai farlo seriamente da adulti. Perché pensare che tutto debba essere fatto “seriamente”? Che cosa significa “seriamente”? Perché negarsi un piacere sottile, soltanto perché non si potrà aspirare al virtuosismo? Qual’è il fondamento di questa idea dell’arte per professionisti?

Trovo il maestro al riparo in una insenatura dell’amphithéâtre. È da solo. Non è venuto nessuno. Nessun altro allievo. Sono l’unica oggi. La mia prima lezione di improvvisazione e training butoh è una lezione privata, io da sola con il maestro. L’insegnante è Adrien Gaumé, danzatore e performer francese. Ci siamo imbattuti nei reciproci profili Facebook nella primavera 2013. Il suo nomadismo lo ha portato a Parigi per alcune settimane e ha scelto il parco di Belleville come luogo per i suoi training.

Mi affido a lui, alla sua guida per le due ore successive, dimenticando il freddo, la pioggia e il vento che continuano a imperversare attorno a noi. Mi affido a te, perché tu, Adrien, ti fidi di me – mi accorgerò solo a posteriori di questo patto di fiducia -, permettendo che l’essere danzante che è racchiuso dentro di me affiori alla pelle, la trapassi e si faccia movimento.

Mi dimentico persino il piede disgraziato, il mio sinistro, che mi ha tormentata con una fascite fastidiosa per tutta la scorsa estate. Mi affido e ripeto o eseguo, o libero un passo lento, che dall’appoggio di tutto il piede a terra, mi porta docilmente sulle punte. Mi sento impacciata, a volte.  L’equilibrio è precario, ma non cedo alla gravità, perché non lo voglio, perché il movimento chiama movimento, perché tu con la tua calma che sostiene mi sei accanto, dietro, davanti.

Non riesco ad eseguire un esercizio di salti con le gambe che mi ricorda gli olalai tirolesi, non subito, perché penso, penso alla coordinazione e non coordino, penso con la mente e non con il corpo. Non è la mente che può guidarmi, adesso.

Adrien scompone per me il movimento. Io provo, riprovo, all’ennesimo errore, il gesto si abbozza, si fa, perché è dal ritmo, finalmente, che mi lascio condurre.

Simona Polvani, Parc de Belleville. Photo di Adrien Gaumé. Simona Polvani, Parc de Belleville. Photo di Adrien Gaumé.

Sono sopra a un cilindro di cemento, a qualche metro da terra, da sola. Adrien Gaumé è in basso, al suolo.  Attorno a me vedo la pioggia e vedo Parigi, dall’alto. A miei piedi, sulla piattaforma del cilindro, i resti di qualche bisboccia notturna tra ragazzi. Adrien mi invita a raccogliere ciò che vedo: un pezzo di cartone, due tappi di sughero da champagne e a improvvisare delle azioni con questi tre oggetti. Li guardo con diffidenza, perché sono sporchi, perché non sono abituata a raccogliere da terra dei rifiuti. Uno, due, tre secondi di esitazione, poi, mi chino e li faccio miei. Li accolgo, come residui di una vita altra, e provo ad ascoltarli, a entrarci in dialogo. Una volta aperta questa possibilità di contatto, sorprendentemente, i movimenti che si creano, improvvisati, sono tanto i miei quanto i loro, di questi oggetti che tengo tra le mani. il cartone diventa un vassoio in cui riposano i tappi. Il vassoio mi tira in alto, in basso, fa piegare il mio corpo di lato, in un continuo disequilibrio, mi porta sulle semi-punte. Ogni volta che cerco di imporre con la mente una posizione, immediatamente mi fermo; e cancello il proposito, per farmi portare, ancora, dal dialogo, per lasciare che il corpo si abbandoni al movimenti, diventi, sia, onda docile. I tappi cadono, lascio andare il cartone, li raccolgo e rispondendo ad alcune domande che Adrien mi rivolge, agisco ancora, forse danzo? I tappi non vogliono più stare tra le mie mani, cadono ancora, sotto la piattaforma. Scendo, graffiandomi un ginocchio, cicatrice che ancora guardo, a memoria della mia prima volta. Ho danzato?

<Time two

La seconda volta è una domenica mattina, il sole non è timido, per quanto la temperatura sia bassa. Il parco di Belleville è affollato. Arrivo che la sessione è appena iniziata, sono tre gli allievi, ma diventeremo cinque più Adrien. Accanto a noi, un cerchio ampio di praticanti di tai-chi. Sulle gradinate dell’anfiteatro, varie persone. Vicino, bambini che giocano al pallone.

Alcuni esercizi sono gli stessi, altri nuovi. Mi piace la presenza degli altri, tutti più esperti di me. Vederli. Sentirli accanto. Diventano un riferimento, quando il movimento mi sfugge, quando il mio corpo non comprende.

Ci disponiamo in coppia. Adrien ci invita a ripetere una sequenza di azioni in cui lievemente entriamo in contatto con il corpo dell’altro, con la testa, le spalle, le braccia, le mani, i fianchi, le gambe, le caviglie, con leggere pressioni, pulpe, pulpe, fino a imprimergli un movimento.

Ad ogni pressione che imprimo, ogni volta che oso toccare il corpo dell’altro, cerco di trasmettergli energia, invito quel corpo a prendere la direzione che desidera, a compiere una realizzazione. E penso allora a quando, molti anni fa, praticavo la meditazione vipassana. Provo a non imporre niente, a non pensare quel corpo-persona come una mia proiezione, ma a sostenerlo perché esso sia, anche nel lasso breve del contatto e nella dinamica di movimento che si svilupperà successivamente, ciò a cui esso naturalmente tende. Ripeto allora nella mente delle parole, ogni volta diverse, ognuna a suo modo un piccolo mantra, che sgorga spontaneo nella frazione di tempo in cui siamo in contatto. Provo la sensazione di avere di fronte un corpo sacro.

Quando la mia compagna di esercizio tocca il mio corpo, gusto la sensazione del contatto, della pressione che massaggia i muscoli e risveglia i nervi, come a tenerli tra le mani, a riscaldarli. E attendo, senza attendere, il momento in cui imprimerà un’oscillazione ai fianchi, oscillazione alla vita, per capire se cadrò, cosa sentirò, cosa proverò. E non cado, ma vibro e ondeggio, felice.

Adesso, a turno, uno di noi è al centro e gli altri, tutti assieme, lo toccano, lo sfiorano. Lo tocchiamo, lo sfioriamo. Ed è un gioco di pressioni e di tensioni, tra movimento impresso e movimento accompagnato, perché ogni punto toccato è messo in movimento e insieme fermato, fino a quando, uno ad uno, le mani scompaiono – non tutti assieme, ci ripete Adrien, sarebbe troppo traumatico, uno per volta – e la persona, il corpo solo, protrae il movimento, fino al momento in cui, privo ormai dell’impulso energetico trasmesso dalle mani altre, si spegne.

Rivedo il corpo portato danzante nello spettacolo La natura delle cose di Virgilio Sieni.

Quando tocca a me, chiudo gli occhi e lascio che gli impulsi agiscano. Non appena tutti mi hanno lasciata sola, il corpo disegna qualcosa nello spazio, il corpo, non più timido, abbozza una danza.

Usciamo dal parco per andare a fare una performance per la strada. Adrien individua un possibile sito. Si tratta di uno spiazzo recintato, adiacente a un palazzo in costruzione. È un luogo in cui è vietato l’accesso, per motivi di sicurezza. Uno degli allievi, l’unico uomo oltre ad Adrien, decide di non partecipare, preferisce rimanere all’esterno e fotografare. Partecipo? Sì? No? Sarà la mia formazione giuridica o il rispetto estremo che ho per la legalità, che mi portano a riflettere. Alla fine, decido di infrangere per una volta un divieto. Adrien ci fornisce delle indicazioni. Uno dietro l’altro dobbiamo entrare dentro la recinzione, disporci in modo frontale, poi andare uno per uno verso il centro, compiere un’azione e tornare indietro, al punto di partenza. Adrien è con noi. Mi stupisco di come non mi senta impacciata, né ridicola, né trattenuta, per quanto inesperta, nel prendere il passo e fare, assumere delle posizioni, liberare un’azione, un gesto, rapportarmi agli altri, ai loro corpi, alle loro azioni, non essere sola, solitaria.

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<Troisième fois

Della terza volta lascio l’immagine di me che giro attorno al corpo di Adrien disteso a terra, cercando di disegnarne la figura e di non calpestarlo. Mossa dal rintocco lungo del mezzogiorno delle campane di una Chiesa vicina, giro sempre più velocemente, come in tranche, per decelerare con lo spegnersi del suono, e priva dell’impulso, fermarmi, immobile, inerte e viva.

////////////// – PAUSA

Verde

 

Verde ho visto nel tuo sguardo

Mentre il tuo passo

Respira

Ricalcando il mio 

Lontano

Orme si inseguono vibranti

Tra foglie fracassate

pietre di vetro innocuo

che dall’orecchio muovono

le ciglia sigillate

i nostri corpi danzanti

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< Quarto movimento

Non è perché le cose sono difficili che non osiamo, è perché non osiamo che sono difficili (Seneca)

Non sapevo, se non per qualche lettura, peraltro poco approfondita, che cosa fosse il Butoh. Prima di partecipare ai training, nel tentativo di averne un’idea visiva, avevo guardato su youtube alcuni video di performance realizzate da danzatori occidentali. Non mi avevano colpito molto favorevolmente. C’era un’estetica della morte che mi spaventava, una nudità parziale del corpo codificata che mi appariva come un compromesso con un senso del pudore superato.

Non sapevo e non so neppure adesso, davvero, che cosa sia il Butoh e che cosa sia Butoh. E non affronto in questo contesto un discorso sulla pratica, dal punto di vista della forma e dell’estetica.

Le esperienze raccontate, a cui ne sono seguite altre e anche di altre pratiche di danza, mi hanno però dato il sapore dolce della possibilità di disseppellire un desiderio antico e di riattualizzarlo, rendendolo comunque vitale con il mio corpo e il mio sentire di oggi. Se non sarò mai infatti la bimba in tutù che sognavo, ho potuto però scrivere, oggi, con la memoria delle visioni anche performative sedimentate nel mio sguardo, una mia traccia di performance.

Ho riallacciato legami con esperienze del passato, abbandonate perché troppo rigide e prescrittive, mi sono posta di nuovo alcune domande, tra cui: che cosa è la danza? Che cosa è danza?  e reinvestendole di gioco e del piacere di fare e di creare a partire dal corpo in base all’improvvisazione, ho potuto trovare altre risposte, vincendo dei limiti, spesso autoimposti, per scoprire che i desideri si possono riscrivere e che si è ciò che si vuole essere, anche un corpo danzante.

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Salve,

al link qui sotto un mio articolo uscito su Paneacquaculture.net, magazine di arte e culture.

Buona lettura!

Reading Club: cultura digitale a Parigi fra spettacolo e lettura.

Reading Club al Jeu de Paume, Paris

Reading Club al Jeu de Paume, Paris

di SIMONA POLVANI, martedì 1 ottobre 2013, ore 19.15

Foto di Paolo Cagnacci

Foto di Paolo Cagnacci

Un luogo non è solo geografia, terra e natura da toccare e catturare con lo sguardo. Un luogo è anche i suoni che lo abitano, che produce ed emette. Suoni naturali, come il fruscio di alberi in un parco, i versi degli animali che lo popolano, il mare che si infrange sugli scogli. Suoni artificiali, quali il rumore di auto e treni, martelli e gru di edifici in costruzione e demolizione, la sirena di navi che attraccano in porto. Suoni umani, le voci dei bambini che durante la ricreazione giocano nel giardino della scuola, il gruppo degli anziani che si ritrova nella piazza, i giovani che gremiscono i marciapiedi nelle vie del centro fuori dai locali.

Basta porre l’orecchio in ascolto per accorgersi, tuttavia, che la maggior parte dei suoni in cui siamo immersi sono il prodotto dell’incontro dell’attività umana e delle macchine, sono suoni e rumori legati al lavoro, espressione di una certa realtà produttiva, sottoposti a un ciclo di vita come la società che li produce.

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Foto di Paolo Cagnacci

 

Sulla specificità del rapporto tra suono e lavoro è incentrata la sesta edizione di Tempo Reale Festival 2013 (Firenze, 4-17 ottobre), intitolato come esplicita dichiarazione d’intenti Frastuoni e sospiri. Universi sonori del lavoro. La manifestazione è curata da Tempo Reale, centro musicale creato a Firenze nel 1987 dal compositore Luciano Berio, divenuto nel corso degli anni una delle realtà italiane più interessanti per la ricerca, la produzione e la formazione nel campo delle nuove tecnologie musicali.

Dedicato alla musica di ricerca e alle esperienze più innovative del suono e delle sue relazioni con le altre arti, il festival propone concerti, performance e installazioni in vari luoghi della città di Firenze e Prato, tra permanenza ed estinzione, identità e memoria, dimensione sociale e culturale dei suoni, in varie declinazioni, legati al lavoro.

Se il concerto Canta che ti passa in collaborazione con l’Homme Armé, con cui si inaugura il festival ( 4 ottobre, Limonaia di Villa Strozzi) è dedicato ai canti del lavoro della memoria lavorativa italiana reinterpretati secondo una visione innovativa della tradizione, ai suoni tipici dell’artigianato fiorentino è consacrato Come suonava Firenze? Ascoltare il mondo artigiano (5 ottobre, Vecchio Conventino, Spazio Arti e Mestieri -SAM), interessante percorso guidato di ascolto nelle botteghe artigiane di un molatore e cesellatore del cristallo, di un tornitore del legno, di ferro battuto, come esplorazione di luoghi sonori reali.

Frastuoni è il titolo del concerto dell’artista tedesco FM Einhat (5 ottobre, Limonaia di Villa Strozzi), per la prima volta presente a Firenze. Industrial performer, senza compromessi si interessa da sempre ai suoni prodotti dal lavoro, cercando di tradurre gesti in musica in modo aggressivo e sorprendente.

Incontro tra la musica e il teatro è Tre studi sulla vacuità – partitura di gesti per orchestra del collettivo Fosca (9 ottobre, Cango), in cui l’esecuzione dell’op.44 di Schumann diventa teatro di una riflessione sul gesto musicale.

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Foto di Paolo Cagnacci

 

Porta lo spettatore in un percorso dentro i suoni del carcere il concerto inedito Leitmotiv /Sollicciano (14 ottobre, Casa Circondariale di Sollicciano) che ha per protagonisti i musicisti–detenuti dell’Orkestra Ristretta.

A una della storiche band rock, Led Zeppelin, è invece dedicata una doppia serata di cinema musicale (8 ottobre, Spazio Alfieri), nell’ambito del percorso di contatto di Tempo Reale con il mondo del rock, con la proiezione di Celebration Day (2012), preceduto dallo storico film degli anni Settanta, testimonianza dei concerti americani della band.

Tempo Reale Festival, in linea con la missione formativa che lo connota, ha lanciato un bando rivolto a giovani musicisti elettronici italiani invitati a proporre una composizione elettronica che riflettesse sulla relazione tra suono e lavoro. I lavori selezionati sono protagonisti del concerto Tr_Playlist #17 Sound at work (11 ottobre, Limonaia di Villa Strozzi).

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Foto di Paolo Cagnacci

Tempo Reale Festival, nel decennale della scomparsa di Luciano Berio, intende ricordare il maestro. Due sono i concerti con cui gli rende omaggio, nell’ambito del progetto internazionale più vasto Berio remembered, il monografico Momenti Berio (12 ottobre, Limonaia di Villa Strozzi ) e Ofanìm /Rendering (17 ottobre, Teatro Verdi), in collaborazione con l’Orchestra Regionale Toscana e il Coro della Maîtrise de Radio France. Ofanìm, in particolare, per due cori di bambini, due gruppi orchestrali, voce femminile e live electronics (1988–1997), tra i grandi capolavori di Berio, è anche uno dei due concerti – l’altro è Mores voices in Venice con David Moss – con cui Tempo Reale sarà presente alla Biennale Musica di Venezia 2013.

Completa il programma, sconfinando rispetto alle date del festival, il progetto Handmade Sound-Il mondo del lavoro nell’arte plastica sonora, che comprende una serie di installazioni e performance di Alberto Tadiello, Mechi Cena, Francesco Michi e di Marco e Saverio Lanza che si terranno (4 ottobre – 30 novembre, Limonaia di Villa Strozzi e Museo del Tessuto di Prato).

 

Francesco Giomi. Foto di Mira Loop

Francesco Giomi. Foto di Mira Loop

Di Tempo Reale Festival 2013, di Luciano Berio, di musica contemporanea ed elettronica, di gesto musicale, danza, teatrosuoni e lavoro, di Firenze e di altro ancora, parleremo in una Tweet_intervista, sul social network Twitter, mercoledì 2 ottobre, dalle ore 11.30 con Francesco Giomi, direttore di Tempo Reale, curatore del festival omonimo e protagonista dei concerti omaggio a Luciano Berio.

Compositore di musica sperimentale e regista del suono, l’estetica musicale di Francesco Giomi è improntata all’arte acusmatica e al live electronics, in stretta relazione con l’improvvisazione elettroacustica. Tra i principali collaboratori di Luciano Berio dal 1997 e il 2003, negli ultimi anni ha collaborato con alcuni degli artisti più significativi della scena contemporanea tra cui Henri Pousseur, David Moss, Uri Caine, Jim Black, Sonia Bergamasco,Jonathan Faralli, Elio Martusciello, Renzo Piano Building Workshop, Lelio Camilleri. Dal 2001 lavora con il coreografo e danzatore Virgilio Sieni, di cui ha composto molte delle musiche dei suoi spettacoli di danza, i cui esiti sono stati raccolti nell’opera discografica in tre volumi Musiche per Danza (Miraloop, 2009-2010).

La Tweet_intervista con Francesco Giomi

 

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La Tweet_intervista con i limiti e le risorse del suo formato, della fragilità del flusso in cui si è presi, della temporalità che implica, mette alla prova le dinamiche del comunicare e nello stesso tempo permette di performare le forme della narrazione e dell’intervistare.

L’appuntamento con Francesco Giomi è su Twitter per una Tweet_intervista in 7 domande mercoledì 2 ottobre alle ore 11.30, minuto più, minuto meno.

Istruzioni per seguire l’intervista

1. Se non lo avete già, dovete crearvi un account su twitter.com

2. Diventate follower di Simona Polvani (https://twitter.com/SimonaPolvani) e /o Francesco Giomi (https://twitter.com/FrancescoGiomi)


3. Siete invitati a connettervi il 2 ottobre, dalle ore 11.30. Simona Polvani pubblicherà sulla sua pagina Twitter le domande per Francesco Giomi, che risponderà dalla sua pagina. L’hashtag è #TwInt

4. Prontuario di decriptaggio:

ogni domanda di Simona Polvani sarà costituita da un solo Tweet e sarà preceduta dalla lettera D seguita dal numero relativo alla domanda (es: D1 indica la prima domanda, D2 la seconda e così via)

ogni risposta di Francesco Giomi potrà essere costituita da più Tweet e sarà preceduta dalla lettera R seguita dal numero relativo alla risposta e dal numero relativo al Tweet ( es: R1/1 indica il primo Tweet di risposta alla domanda D1, R1/2 indica il secondo Tweet di risposta alla domanda D1, e così via…)

l’ultimoTweet di risposta contiene alla fine la lettera F

Seguiteci! E se vi va, intervenite e ritwittate 

di SIMONA POLVANI – sabato 28 settembre 2013, ore 14.08
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Io la rifaccio, una Tweet_intervista, sì, ne faccio proprio una…

Quando? Mercoledì 2 ottobre alle ore 11.30 minuto più minuto meno.

Dove?  Su Twitter, dal mio account https://twitter.com/SimonaPolvani

Chi intervisto?  Francesco Giomi, direttore di Tempo Reale, la fondazione musicale creata da Luciano Berio.
C’è un occasione particolare?  Tempo Reale Festival 2013 (4-17 ottobre), intitolato Frastuoni e sospiri. Universi sonori del lavoro, a Firenze, che propone concerti, performance, installazioni.
Di cosa twitteremo? Di musica contemporanea, elettronica, anche di teatro e performance e di altro, ovviamente.
Ci seguirete?  Chi lo sa…
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par SIMONA POLVANI – 26 septembre 2013,  19h00

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Du lundi 11 au vendredi 15 juin 2012, nous nous sommes donné rendez-vous tous les matins avec Silvia Bottiroli sur le réseau social Twitter pour une Tweet_interview en italien, que nous avons relancé en français en deux parties le 15 et le 27 juin. 

Silvia Bottiroli, italienne, est chercheuse en performing arts. Elle est l’auteure de nombreux essais, dont le dernier est Un teatro attraversato dal mondo. Il Théâtre du Soleil oggi (Un théâtre traversé par le monde. Le Théâtre du Soleil aujourd’hui) écrit avec Roberta Gandolfi. Cet ouvrage reparcourt et discute les spectacles créés dans les dix dernières années par l’ensemble cosmopolite du Théâtre du Soleil, dirigé par Ariane Mnouchkine. Depuis novembre 2011, S.Bottiroli est la directrice artistique du Santarcangelo Festival (Emilia Romagna), le plus vivace des festivals consacrés au théâtre de recherche en Italie.
Chaque matin j’ai posé via Twitter deux questions à Silvia Bottiroli qui a répondu pendant la journée. La Tweet_Interview s’est tenue en italien et en français. Notre hashtag était #TwInt.
Voici notre Tweet_interview, dans son intégralité, ici retranscrite comme elle s’est déroulée sur Twitter, jour par jour et Tweet par Tweet.
Bonne lecture!

Silvia Bottiroli

Silvia Bottiroli

15 juin

Simona Polvani ‏
Tweet_interview à Silvia Bottiroli, dir. artistique de Santarcangelo Festival via @SANTARCANGELO_F – On est prete à Twitter ‪#TwInt

Simona Polvani ‏
@SANTARCANGELO_F La Tweet_interview/10 questions /On va Twitter mes premières 4 Quest et les premières 4 réponses de @silviabottiroli ‪#Twint

#01

Simona Polvani
@SANTARCANGELO_F Q1-Quel(s)théâtre(s) t’ont passionnée et poussée à devenir directrice (éditrice)/organisatrice? #TwInt http://pic.twitter.com/Cbu4siuO

Théâtre romain – image en pièce jointe à la Tweet_question Q1

SANTARCANGELO_FEST
@SimonaPolvani R1/1 Les théâtres des collectifs qui créent des lieux et des communautés, qui réécrivent le temps #TwInt

SANTARCANGELO_FEST ‏
@SimonaPolvani R1/2 Les théâtres impossibles qui se font en dehors des théâtres. F #TwInt @menoventi @kinkaleri @Immascar @altrevelocita

SANTARCANGELO_FEST ‏
@SimonaPolvani R1/3 Et les festivals à partir de mon premier Santarcangelo en 2001. ‪#TwInt‬ F

#02

Simona Polvani
@SANTARCANGELO_F Q2 – Entre art et organisation/ Quelles sont les caractéristiques d’un bon directeur? #TwInt

SANTARCANGELO_FEST ‏
@SimonaPolvani R2/1 La patience, savoir attendre, l’écoute #TwInt

SANTARCANGELO_FEST ‏
@SimonaPolvani R2/2 La disponibilité à recommencer chaque jour depuis le début #TwInt

SANTARCANGELO_FEST ‏
@SimonaPolvani R2/3 La capacité de penser ce qui ne l’a encore jamais été,@Irit Rogoff à propos la”criticality” bit.ly/rmadsx #TwInt F

#03

Simona Polvani
@SANTARCANGELO_F Q3-MarcoBaliani /Théâtre du Soleil,distances, proximités dans leurs dimensions éthiques-politiques de faire théâtre? #TwInt

SANTARCANGELO_FEST ‏
@SimonaPolvani R3/1 Baliani et le Soleil paraissent très loin: solitude et choralité #Twint

SANTARCANGELO_FEST ‏
@SimonaPolvani R3/2 …l’essentialité de la scène et la somptuosité orientale #TwInt

SANTARCANGELO_FEST ‏
@SimonaPolvani R3/3 Et pourtant une idée du théâtre qui raconte l’histoire et le présent, qui se laisse “traverser par le monde” #Twint F

Simona Polvani ‏
@SANTARCANGELO_F Un petit hommage au Théâtre du Soleil, autour duquel @silviabottiroli à écrit une monographie ‪#TwInt‬ pic.twitter.com/Iolye4ji

#04

Simona Polvani ‏
@SANTARCANGELO_F Q4-Théâtre du Soleil/Comment a évolué son esthétique?Est-ce uniquement un modèle artistique ou également de société? #Twint 

SANTARCANGELO_FEST ‏
@SimonaPolvani R4/1 Le Soleil est certainement aussi un modèle de société #TwInt

SANTARCANGELO_FEST ‏@SANTARCANGELO_F
@SimonaPolvani R4/2 …fondé sur la responsabilité individuelle et les horizons collectifs #Twint

SANTARCANGELO_FEST ‏
@SimonaPolvani R4/3 Il a traversé des esthétiques différentes, par rapport à son époque à la recherche d’un théatre non réaliste @Twint F

Simona Polvani ‏
@SANTARCANGELO_F Merci à @silviabottiroli pour ses premières 4R / à plus tard pour les autres 6 Questions et 6 Réponses / #Twint

SANTARCANGELO_FEST ‏
@SimonaPolvani Merci à toi et à tous les amis de #TwInt

27 juin

Simona Polvani ‏
Tweet_interview à Silvia Bottiroli via @SANTARCANGELO_F /On a eu une petite pause, on va maintenant la terminer /7 Questions&Réponses #TwInt

#05

Simona Polvani ‏
@SANTARCANGELO_F Q5-Tendances/ Dans la scène contemporaine et future, combien de théâtre, de performance et de performance théâtrale?#Twint

SANTARCANGELO_FEST ‏
@SimonaPolvani R5/1 Mais quelle est véritablement la différence entre théâtre et performance? #TwInt

SANTARCANGELO_FEST
@SimonaPolvani R5/2 Cela a t’il du sens de faire une différence nette? #TwInt

SANTARCANGELO_FEST ‏
@SimonaPolvani R5/3 Le théâtre vivant continue à s’interroger sur son propre statut, réinvente formes narratives… #TwInt

SANTARCANGELO_FEST ‏
@SimonaPolvani R5/4 … et façons d’habiter la scène http://bit.ly/LDzrZW #TwInt – F

#06

Simona Polvani
@SANTARCANGELO_F Q6-Quels sont les principaux effets du numérique sur le langage artistique&le système théâtral? #Twint http://pic.twitter.com/pNAtKU0h

Digital word, image en pièce jointe à la Tweet_question Q6

SANTARCANGELO_FEST ‏
@SimonaPolvani R6/1 Certes avec le numérique le système théâtral a beaucoup changé, la manière de travailler… #TwInt

SANTARCANGELO_FEST
@SimonaPolvani R6/2 …de programmer le spectacle et de se regalerà dans le miroir. #TwInt http://pic.twitter.com/8fWZOj4S

SANTARCANGELO_FEST ‏
@SimonaPolvani R6/3 Chaque technologie ouvre aussi des possibilités de langage,que la scène est en train d’utiliser avec intelligence #TwInt

SANTARCANGELO_FEST ‏
@SimonaPolvani R6/4 je pense au théâtre qui dialogue avec sa propre disparition… #TwInt

SANTARCANGELO_FEST ‏
@SimonaPolvani R6/5 …à un certain cinéma en 3D qui incorpore la scène dans l’écran #TwInt – F

Simona Polvani ‏
@SANTARCANGELO_F Pour Technologies et théâtre/ Q5 et Q6, une image du passé, Prune Flat de Robert Whitman #Twint http://pic.twitter.com/6VklJrWA

Prune Flat (1965), performance, by Robert Whitman

#07

Simona Polvani ‏
@SANTARCANGELO_F Q7- Direction et co-direction/Quel est l’avantage à travailler en équipe plutôt que tout seul? #Twint http://pic.twitter.com/UzjpgJM4

SANTARCANGELO_FEST ‏
@SimonaPolvani R7/1 La mise en discussion permanente. La pratique quotidienne de travailler aussi pour un autre. #TwInt

SANTARCANGELO_FEST ‏
@SimonaPolvani R7/2 La cohabitation avec l’inattendu. La force du désaccord, du conflit aussi. #TwInt

SANTARCANGELO_FEST ‏
@SimonaPolvani R7/3 Qui est la puissance de remettre tout en discussion. #TwInt – F

#08

Simona Polvani ‏
Q8- @SANTARCANGELO_F 12 -Programme articulé, intense et dense/ Comment programme-t-on à l’époque de la crise? #Twint http://pic.twitter.com/4LF869Fl

Affiche Santarcangelo 12, photo en pièce jointe à la Tweet_question Q8

SANTARCANGELO_FEST ‏
@SimonaPolvani R8 – On se lève tôt le matin, on va dans les champs et on demande de l’aide à la terre. #TwInt – F

Simona Polvani ‏
@SANTARCANGELO_F Merci @silviabottiroli / Je relance avec les champs #TwInt http://pic.twitter.com/fL6h2jhh

#09

Simona Polvani ‏
@SANTARCANGELO_F Q9-Les places, lieux politiques,sont à nouveau révolutionnaires. Quelle est la perspective du Théâtre sur une place? #Twint 

SANTARCANGELO_FEST ‏@SANTARCANGELO_F
@SimonaPolvani R9 – C’est la perspective d’un théâtre qui est dans l’espace qui appartient à tout le monde, un espace pas médiat #TwiInt – F

#10

Simona Polvani ‏
Q10 – @SANTARCANGELO_F a 5 projets sur John Cage, notamment Valdoca,Giomi/Quel est le sens aujourd’hui de son expérience artistique? #Twint

SANTARCANGELO_FEST ‏
@SimonaPolvani R10 – Une grande liberté et le sens de la scène comme espace vivant #TwInt #sant12 – F

Simona Polvani ‏
@SANTARCANGELO_F Juste un souvenir de Cage par John Cage même http://www.youtube.com/watch?v=pcHnL7 … ‪#Twint

Simona Polvani ‏
@SANTARCANGELO_F J’ai une 11éme question, si c’est possible..‪#Twint

SANTARCANGELO_FEST ‏
@SimonaPolvani Mais oui avec plaisir! ‪#TwInt

#11

Simona Polvani ‏
@SANTARCANGELO_F Q11- Associations Libres/ Fragilité, communauté, intimité, air public, obscurité, rouge #Twint

SANTARCANGELO_FEST ‏
@SimonaPolvani R11/1 Vulnérabilité par rapport à l’humain et au politique… #TwInt

SANTARCANGELO_FEST ‏
@SimonaPolvani R11/2 – …et conscience des contradictions et des implications affreuses du beau #TwInt – F

Simona Polvani ‏
Merci beaucoup à @silviabottiroli pour cette Tweet_interview et good lucky pour le festival @SANTARCANGELO_F qui va bientôt commencer #Twint

Simona Polvani ‏
@SANTARCANGELO_F Merci beaucoup aussi à tous les followers qui nous ont suivi @cotteretchris @sylensi @AntoinePickels #TwInt

SANTARCANGELO_FEST ‏
@SimonaPolvani @silviabottiroli Merci à toi et à tous les followers. à bientôt #TwInt

di SIMONA POLVANI, mercoledì 7 luglio 2013, ore 02.54

Tweet_intervista F&A - 3 ottobre

Tweet_intervista F&A – 3 ottobre

Dal lunedì 1 al venerdì 5 ottobre, 2012, ogni mattina ci siamo dati appuntamento con Fanny & Alexander sul social network Twitter per una Tweet_intervista.

Luigi De Angelis, regista, scenografo, grafico, filmmaker, light e sound designer (suo maestro Luigi Ceccarelli), assemblatore musicale e performer, e Chiara Lagani, drammaturga, scrittrice, studiosa del linguaggio, costumista e attrice – i fondatori della bottega d’arte Fanny & Alexander a Ravenna nel 1992 – si sono alternati nelle risposte alle due domande che ogni giorno ho posto loro. Il nostro hashtag era #Twint.

Ne è nata un’intervista ricca di suggestioni, enigmatica, dalla parola sintetica e complessa, divertente, a tratti mirabolante, imprendibile, tra citazioni di opere d’arte, reinterpretazioni nabokoviane, paesaggi desertici e elettronici, anarebus e premi per i “twitterers”.

Per chi non avesse potuto seguirla su Twitter, oppure volesse rileggerla, ecco qui la nostra Tweet_intervista in versione integrale, trascritta così come si è svolta su Twitter, giorno per giorno e Tweet per Tweet.

Buona lettura!

1 ottobre

#01

Simona Polvani
@fannyalex_info Tweet_intervista a Fanny & Alexander- Dal 1 al 5 ottobre / 10 domande in 5 giorni, due al dì/ Stiamo per iniziare #Twist

Simona Polvani
@fannyalex_info D1-Genesi/Quando e sotto quale spinta Chiara Lagani&Luigi De Angelis hanno creato Fanny & Alexander, bottega d’arte? #Twint

Fanny & Alexander ‏
@SimonaPolvani R01/1 A 16 anni per amor del Gioco, sotto la spinta del suo grande ardore.

Fanny & Alexander
@SimonaPolvani R01/2 Nel #Gioco il #giocatore… “Smettila di dire giocatore! O sei tu o sono io.” Dice Van, nostro alias, in #Ada o ardore.

#02

Simona Polvani
@fannyalex_info D2- Genesi 2 / Fanny & Alexander, film #Bergman: quale immaginario ha prodotto in voi per “adottarne” il nome? #Twint

Fanny & Alexander ‏
@SimonaPolvani R02/1 Nel film Fanny è bionda, incantevole, piena di stupore. Alexander selvatico, geniale, pieno di furore… #Twint

Fanny & Alexander ‏
@SimonaPolvani R02/2 … #Fanny e Alexander sono 2. Bambini. Il loro mondo pieno di mistero: magico, terribile, splendore. #Twist

Fanny & Alexander ‏‪
‪@SimonaPolvani R02/3 ‪http://youtu.be/ApLWNgsLo2A  F ‪#Twint

Simona Polvani
@fannyalex_info Grazie per le risposte alle prime due domande del nostro primo giorno di Tweet_intervista. 🙂 A domani! #Twint

Luigi De Angelis @SimonaPolvani Grazie a te! A domani! #Twint

2 ottobre

#03

Simona Polvani
@fannyalex_info D3-Ogni vostro progetto si compone di più tappe in varie forme e anni:come interagisce il tempo con le forme create? #Twint

Fanny & Alexander ‏
@SimonaPolvani R3/1-Amiamo l’immagine della spirale. Da un centro si percorre un cerchio, ma sempre più in profondità.

Fanny & Alexander ‏
@SimonaPolvani R3/2 Massimo Conti di #Kinkaleri un giorno ci ha detto che siamo delle talpe. Il tempo permette di raccogliere le scorie.

Fanny & Alexander ‏
@SimonaPolvani R3/3-Si è come dei molluschi, si lavora attorno a un granello di polvere, in vista di una perla. Si aspettano le onde.

Fanny & Alexander ‏
@SimonaPolvani R3/4 Louise Bourgeois #Twint http://yfrog.com/odlasppj

Tweet R3/4 Louise Bourgeois

Tweet R3/4 Louise Bourgeois

#04

Simona Polvani
@fannyalex_info D4-Come si sviluppa il processo di scrittura drammaturgica, quanto prima e quanto in prova?Improvvisazione in scena? #Twint

Fanny & Alexander
@SimonaPolvani
R4/1-Ogni spettacolo, ogni forma chiama il suo processo di scrittura. Non c’è un metodo predeterminato. #Twint

Fanny & Alexander
@SimonaPolvani R4/2-Si tratta di una tessitura, connettere dei fili tra loro, annodarli, catturare. Scrivere=essere un ragno/madre. #Twint

Fanny & Alexander ‏
@SimonaPolvani R4/3-Louise Bourgeois, Mère. http://yfrog.com/eszptchj

Tweet R4/3 - Mère, Louise Bourgeois

Tweet R4/3 – Mère, Louise Bourgeois

Fanny & Alexander ‏
@SimonaPolvani R4/4 La scrittura avviene soprattutto durante le prove ma anche istante per istante nello spettacolo, come in West. #Twint

Fanny & Alexander ‏
@SimonaPolvani R4/5-Scrivere istante per istante. West con #francescamazza : http://www.youtube.com/watch?v=n1u-0Q9NA-0 …

    3 ottobre

    #05

    Simona Polvani ‏
    @fannyalex_info D5 Multimedialità/ #Ambienti_sonori/ Qual’è il tuo concetto di musica e suono in rapporto al teatro? #Twint

    Fanny & Alexander ‏
    @SimonaPolvani R5/1 il #suono è matrice dell’ #immagine, fonda l’idea di #spazio, del #testo, delle sue epifanie drammaturgiche. #Twint

    Fanny & Alexander ‏
    @SimonaPolvani R5/2 (Nel teatro) I #suoni se ne stanno nella #musica per rendersi conto del #silenzio che li separa. #John #Cage #Twint

    Fanny & Alexander ‏
    @SimonaPolvani R5/ 3 #Suono #Luce #Colore. Si adoperano luci e colori come parole di una lingua che nessuno più conosce” #Landolfi. #Twint

    Fanny & Alexander ‏
    @SimonaPolvani R5/4 Fanny&Alexander “+/-, SOTTO” http://www.youtube.com/watch?v=KLKpakl4n98&feature=plcp … #Luigi #Ceccarelli #Twint

    Fanny & Alexander ‏
    @SimonaPolvani R5/5 Fanny&Alexander “+/-, SOPRA” http://www.youtube.com/watch?v=JnuTgcw7PDs&feature=plcp … #Mirto #Baliani #Twint F

    #06

    Simona Polvani
    @fannyalex_info D6 Multimedialità /Proiezioni:l’immagine video come si iscrive a livello poetico-estetico nella drammaturgia scenica? #Twint

    Fanny & Alexander ‏
    @SimonaPolvani R6/1 Il #video tra le molte cose apre finestre narrative, psichiche, spaziali in uno spazio che così si trasforma. #Twint

    Fanny & Alexander ‏
    @SimonaPolvani R6/2 Il video costruisce la natura fantasmatica di un personaggio.#Twint

    Fanny & Alexander ‏
    @SimonaPolvani R6/3 Il #video si fa porta enigmatica, #3D, ipnotizza, crea presenze ologrammatiche, dipinge, fa a brani la #Memoria. #Twint

    Fanny & Alexander ‏
    @SimonaPolvani R6/4 Fanny&Alexander #VillaVenus http://www.youtube.com/watch?v=hU8alRZUHHs&feature=plcp … #ZapruderfilmmakersGroup #Twint F

    Simona Polvani ‏
    @fannyalex_info Merci x risposte R5 e R6,ero presa nella visione dei video. #Landolfi, #Attori&Lettori http://urly.it/1hg7  #Twint A Domani!

    4 ottobre

    #07

    Simona Polvani
    @fannyalex_info D7 WEST e altro #Eterodirezione: Su cosa si fonda? #Attore #marionetta o #recitazione #collaborativa? #Twint @TempoRealeFI

    Fanny & Alexander ‏
    @SimonaPolvani @temporealefi R7/1 – Si fonda sull’ #architettura delle #scelte. #Twint

    Fanny & Alexander
    R7/2 – @SimonaPolvani @temporealefi E’ possibile far rinunciare a un’ #attrice o a un #attore alla loro #volontà #riflessiva?

    Fanny & Alexander ‏
    @SimonaPolvani @temporealefi R7/3 – Un #architettura delle #scelte è un sistema che si basa sulla spinta gentile o #nudge. #Twint

    Fanny & Alexander ‏
    @SimonaPolvani @temporealefi R7/4 – Se mettiamo una finta #mosca in un #orinatoio le fuoriuscite di #urina diminuiscono dell’80%. #Twint

    Fanny & Alexander ‏
    @SimonaPolvani @temporealefi R7/5 – #Persuasione occulta #Twint http://yfrog.com/nvuqgjzj

    Tweet R7/5 - Persuasione occulta

    Tweet R7/5 – Persuasione occulta

    Fanny & Alexander ‏
    @SimonaPolvani @temporealefi R7/6 – Nell’#architettura delle #scelte il #dispositivo ci induce a scegliere in una precisa direzione. #Twint

    Fanny & Alexander ‏
    @SimonaPolvani @temporealefi R7/7 – L’ #attrice #eterodiretta si abbandona agli input esterni e alle scelte dell’ #istinto. #Twint

    Fanny & Alexander ‏
    @SimonaPolvani @temporealefi R7/8 – All’#Istante 2 complici somministrano i testi e i gesti all’attrice che li reinterpreta. #Twint

    Fanny & Alexander ‏
    @SimonaPolvani @temporealefi R7/9 – “Il coro delle petulanti voci amiche” lo definì #FrancoQuadri –http://www.fannyalexander.org/archivio/archivio.it/essays_west.htm#

    Fanny & Alexander ‏
    @SimonaPolvani @temporealefi R7/10 – Si attiva una #memoria animale. Francesca Mazza parla di una #vertigine simile alla #trance.

    Fanny & Alexander ‏@fannyalex_info 4 Ott
    @SimonaPolvani @temporealefi R7/11 – Fotografia di #enricofedrigoli, #francescamazza http://www.fannyalexander.org/archivio/gallery/west05.jpg …

    Tweet R7/11 - Francesca Mazza in West - Foto di Enrico Fedrigoli

    Tweet R7/11 – Francesca Mazza in West – Foto di Enrico Fedrigoli

    #08

    Simona Polvani ‏
    @fannyalex_info D8 T.E.L #Lawrence_d_Arabia #fallimento del #teatro.Come nasce il parallelismo e si traduce nel dispositivo_scenico? #Twint

    Fanny & Alexander
    @SimonaPolvani R8 /1 – #Utopia del #teatro. L’utopia abita un orizzonte fallimentare. Quel che conta è la tensione verso! #Twint

    Fanny & Alexander
    @SimonaPolvani R8/2 – Un’#attrice e un’#attore tentano un #dialogo satellitare, ognuno di fronte al proprio #deserto. #Twint

    Fanny & Alexander ‏
    @SimonaPolvani R8/3 – Il #deserto è un tavolo preparato, un’invenzione di #temporealefi. #Twint Foto #enricofedrigoli http://www.fannyalexander.org/archivio/gallery/tel27.jpg 

    Chiara Lagani in T.E.L. - Foto di Enrico Fedrigoli

    Tweet R8/3 – Chiara Lagani in T.E.L. – Foto di Enrico Fedrigoli

    Fanny & Alexander
    @SimonaPolvani R8/4 – Lo scrittore @TaharLamri ci ha detto: nel deserto sembra che non ci sia niente, invece c’è tutto. http://yfrog.com/esybyfqj

    Tweet R8/8 - Il deserto

    Tweet R8/4 – Il deserto

    Fanny & Alexander
    @SimonaPolvani R8/5 – Toccare questo tavolo significa captare tutti i suoni della #rivolta, proiettarsi nella bruma del #deserto. #Twint

    Fanny & Alexander
    @SimonaPolvani R8/6 – Da questa bruma giungono le #Idee e le voci dell’#Altro a km di distanza.

    Fanny & Alexander
    @SimonaPolvani R8/7 – Si tende a lui o a lei così come lo spettatore è teso verso la #scena. Non potrà mai raggiungerla. #Twint

    Fanny & Alexander
    @SimonaPolvani R8/8 – Mirto Baliani ha composto l’orizzonte musicale di questo dialogo impossibile. http://www.fannyalexander.org/archivio/archivio.it/telvinile_home.htm …

    5 ottobre

    #09

    Simona Polvani
    @fannyalex_info D9 Pubblico, spettatore o attore?Quale esperienza gli propongono le vostre creazioni artistiche? #Twint pic.twitter.com/29jgXthz

    Dorothy. Sconcerto per Oz - Foto di Marco Caselli Nirmal

    Tweet D9 – Dorothy. Sconcerto per Oz – Foto di Marco Caselli Nirmal

    Fanny & Alexander
    @SimonaPolvani R9/1 Lo #spettatore è al centro di uno spazio irto di domande. Lo stesso tra #attore e #opera, #artista e #spettatore. #Twint

    Fanny & Alexander
    @SimonaPolvani R9/2 Chiamiamo questo spazio #mistero. pic.twitter.com/7tkWM2Ln

    Tweet R9/2 - Mistero

    Tweet R9/2 – Mistero

    Fanny & Alexander
    @SimonaPolvani R9/3 Talvolta esso ha preso la forma di un #rebus. #ZapruderfilmmakersGroup #Twint pic.twitter.com/k3fAsECS

    Tweet R9/3

    Tweet R9/3 – Ada, cronaca famiiare – Rebus

    Fanny & Alexander
    @SimonaPolvani R9/4 Talvolta del sentiero spiraliforme di un #viaggio. #O/Z #Twint pic.twitter.com/esqJSilK

    Tweet R9/4 - Il viaggio

    Tweet R9/4 – Il viaggio

    Fanny & Alexander ‏
    @SimonaPolvani R9/5 Oppure si è chiamato #nostalgia.#Twint pic.twitter.com/HZeomrlN

    Fanny & Alexander ‏
    @SimonaPolvani R9/6 Una volta è divenuto #alfabeto di lingue impossibili eppure familiari. #Twint pic.twitter.com/qYEep4Ej

    Fanny & Alexander
    @SimonaPolvani R9/7 #Dispositivo. #Mappa. #Pavimento sonoro. #Enigma. Reiterata domanda di fanciullo.#Twint pic.twitter.com/fgplaJML

    Fanny & Alexander ‏
    @SimonaPolvani R9/8 Comunque lo si chiami esso è là. È questo spazio ampio che fonda sempre il fatto profondo che chiamiamo #teatro. F

    #10

    Simona Polvani
    @fannyalex_info D10 #Progetto_Discorsi /Retorica. Come può il discorso diventare dialogo tra individuo/comunità? #Twint pic.twitter.com/zFaUoUN5

    La Scuola di Atene di Raffaello Sanzio

    La Scuola di Atene di Raffaello Sanzio

    Fanny & Alexander ‏
    @SimonaPolvani R10/1 Quando è che un gruppo attorno a un individuo che pronuncia un #discorso si chiama #pubblico? Quando #comunità? #Twint

    Fanny & Alexander ‏
    @SimonaPolvani R10/2 #Discorso è pratica di corrispondenza, luogo “comune”, misterioso e pulsante, vitale, dura e aperta domanda? #Twint

    Fanny & Alexander ‏
    @SimonaPolvani R10/3 Sarà gesto, incontro, colore, scoria, nome, indizio, regola o comportamento? #Twint

    Fanny & Alexander ‏
    @SimonaPolvani R10/4 La risposta a queste domande è la nostra tensione dei prossimi anni. #Twint F

    #11

    Simona Polvani ‏
    @fannyalex_info D11 C’è traccia sonora o #rebus che volete lasciare alla nostra #Tweet_intervista? #Twint @Tamburo_Kattrin @RobertoRinaldi1

    Fanny & Alexander ‏
    @SimonaPolvani R11/1 “Lascito” di F&A per Tweet-intervista: si indice qui un concorso a premi per #twitterers. Seguono #istruzioni. #Twint

    Fanny & Alexander ‏
    @SimonaPolvani R11/2 #Anarebus: è un #rebus la cui #soluzione si ottiene anagrammando le parole secondo il #diagramma numerico dato. #Twint

    Fanny & Alexander ‏
    @SimonaPolvani R11/3 #ashtags: #tradimento, #media, #spettatore, #sogno, #T.E.L., #attivo, #passivo, #lettere. #Twint pic.twitter.com/I2Fr9L6S

    Tweet R11/3: Anarebus

    Tweet R11/3 – Anarebus

    Fanny & Alexander ‏
    @SimonaPolvani R11/4 Premio per il #solutore dell’ #anarebus: #vinile con musiche di #T.E.L di #Mirtobaliani. #Twint pic.twitter.com/B7UTHYeT

    Fanny & Alexander ‏
    @SimonaPolvani R11/5 Con la risposta (@fannyalex_info e @SimonaPolvani) fornire anche un indirizzo postale. Grazie a tutti e a presto! F&A F

    Simona Polvani ‏ ‪
    @fannyalex_info Come dicono qui in Paris, “c’est génial”!Un lascito che è una meraviglia! Grazie di 3> x questo e x Tweet_intervista ‪#Twint

    Fanny & Alexander
    @SimonaPolvani grazie a te! A presto!

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di SIMONA POLVANI, martedì 9 ottobre 2012, ore 23.30

Dal lunedì 23 al venerdì 27 luglio ogni mattina ci siamo dati appuntamento con il regista teatrale e documentarista Christophe Cotteret  sulla piattaforma o social network Twitter per una Tweet_intervista.

Christophe Cotteret, parigino di nascita, lavora tra  Bruxelles, Beirut e Tunisi.
Il suo ultimo progetto teatrale è Projet Liban,  7 Movimenti/spettacoli. Il suo primo documentario di lungometraggio, che ha girato in Tunisia tra il 2011 e il 2012,  è Démocratie Année Zéro. Argomento: la rivoluzione tunisina.

Ogni mattina ho posto a Christophe Cotteret due domande, a cui egli ha risposto durante la giornata. La Tweet_intervista, in francese, è stata tradotta in italiano con un breve scarto temporale, praticamente in simultanea, e ri-twittata. il nostro hashtag era #Twint.

Per chi non avesse potuto seguirla su Twitter, oppure volesse rileggerla, ecco qui la nostra Tweet_intervista in versione integrale in italiano, trascritta così come si è svolta su Twitter, giorno per giorno e Tweet per Tweet.
Buona lettura!

23 luglio

#01

Simona Polvani
@cotteretchris D1- Come e quando nascono i tuo interessi per il teatro e per il cinema ed esiste una relazione tra di essi? #Twint

cotteret ‏@cotteretchris
@SimonaPolvani R1/1 Con la mia pratica teatrale la sensazione di partire dalla scoperta progressiva del mondo #Twint

cotteret ‏@cotteretchris
@SimonaPolvani R1/2 e tentare di ricondurlo a sé #Twint

cotteret ‏@cotteretchris
@SimonaPolvani  R1/3 Col cinema,per me nuovo,esplorare il percorso inverso,per ora.Compromettersi con il reale in modo diverso

#02

Simona Polvani ‏
@cotteretchris D2 – T.DuSoleil, O.DiPechino,Kathakali,Cunningham, arti orientali: Quale la loro influenza sulla tua regia teatrale? #Twint

cotteret ‏@cotteretchris
@SimonaPolvani R2/1 Il ritmo, organizzare la perdita del tempo, sperimentare la perdita del tempo e del ritrovarsi con esso #Twint

cotteret ‏@cotteretchris
@SimonaPolvani R2/2 Mettere in scena è assumere per qualche istante il potere sul tempo, il proprio e quello di chi ci guarda #Twint

cotteret ‏@cotteretchris
@SimonaPolvani  R2/3 Convocare uno spazio (scena/film/fotografia) è partire alla ricerca del tempo #Twint

cotteret ‏@cotteretchris
@SimonaPolvani R2/4 che si ha la voglia di ritrovarvi all’interno #Twint F

24 luglio


#03

Simona Polvani ‏
@cotteretchris D3 – Progetto Libano: Come nasce ? Quale idea implica la parola polisemantica “Movimento”? #Twint pic.twitter.com/e74Phqpi

I 7 Movimenti del Projet Liban – immagine usata nella domanda D3

cotteret ‏@cotteretchris
@SimonaPolvani R3/1 E’ nato dall’indignazione alla lettura della stampa tra il 12 luglio e il 13 agosto 2006 #Twint

cotteret ‏@cotteretchris
@SimonaPolvani R3/2 E’ nato dal bisogno di rivivere certe pagine oscure della storia contemporanea del Medio Oriente #Twint

cotteret ‏@cotteretchris
@SimonaPolvani R3/3 Con uno strumento temibile:l’anacronismo.Avvicinare idee, momenti che non avrebbero mai dovuto esserlo #Twint

cotteret ‏@cotteretchris
@SimonaPolvani R3/4 Da questo confronto, o piuttosto frizione, nasce una lettura degli eventi che può apparire nuova #Twint

cotteret ‏@cotteretchris
@SimonaPolvani 3/5 Movimento rivela il processo di creazione:musicale,prima di tutto musicale.E’ anche postulato drammaturgico #Twint

cotteret ‏@cotteretchris
@SimonaPolvani R3/6 ossia non cercare il senso di un avvenimento, bensì il luogo in cui questo senso ci sfugge #Twint

cotteret ‏@cotteretchris
@SimonaPolvani R3/7 Accettare per principio che non si cerca una risposta, ma di porre lo sguardo su un congegno in movimento #Twint

#04

Simona Polvani ‏
@cotteretchris D4 – Progetto Libano/ Dispositivo scenico: Come è costruito? Quale spazio per l’improvvisazione in scena? #Twint

cotteret ‏@cotteretchris
@SimonaPolvani R4/1 Niente è costruito preliminarmente #Twint

cotteret ‏@cotteretchris
@SimonaPolvani R4/2 Partiamo proprio da dove ci troviamo: una ignoranza e una sala prove #Twint

cotteret ‏@cotteretchris
@SimonaPolvani R4/3 Per tentare di colmare l’ignoranza iniziamo a usare e a giocare con dei residui di memorie #Twint

cotteret ‏@cotteretchris
@SimonaPolvani R4/4 delle foto, delle registrazioni, dei video e un largo uso del 2.0 #Twint

cotteret ‏@cotteretchris
@SimonaPolvani R4/5 Dopo vediamo che senso ciò assume per noi e lo mettiamo in forma.Né più semplice,né più complesso di così #Twint

Simona Polvani ‏
Grazie a @cotteretchris per le risposte alle due domande di oggi della Tweet_intervista- Trovate domande e risposte in FR e IT sulla mia pag

25 luglio

#05

Simona Polvani ‏
@cotteretchris D5- P.Libano: Quali le ragioni della scelta drammaturgica che pone al centro l’immagine? Come dialoga con la parola? #Twint

cotteret ‏@cotteretchris
@SimonaPolvani R5/1L’immagine è un’istantanea provvista di una superficie e di una profondità, per me è un residuo di memoria #Twint

cotteret ‏@cotteretchris
@SimonaPolvani 5/2 Preciso,parlo delle immagini a nostra disposizione(foto,video,ecc..),non di quelle della rappresentazione #Twint

cotteret ‏@cotteretchris
@SimonaPolvani R5/3 dunque ho a disposizione dei residui di memoria che provo a interrogare. Quando mi rispondono, li conservo  #Twint

cotteret ‏@cotteretchris
@SimonaPolvani R5/4 Gli attori dialogano con questi residui, sono dei ricetrasmettitori #Twint

cotteret ‏@cotteretchris
@SimonaPolvani  R5/5 Il linguaggio (accostamento intelligibile di segni) si organizza,e il verbo si concretizza, se necessario #Twint

cotteret ‏@cotteretchris
@SimonaPolvani  R5/6 Devo usare il residuo di memoria come la sola prova di un evento di cui non sono stato testimone #Twint

cotteret ‏@cotteretchris
@SimonaPolvani R5/7 Ecco la ragione di questa drammaturgia: NON C’ERO MA VE NE PARLO LO STESSO #Twint

cotteret ‏@cotteretchris
@SimonaPolvani R5/8 Il residuo/immagine consente di dirottare la menzogna/finzione originaria. #Twint

cotteret ‏@cotteretchris
@SimonaPolvani R5/8-1 Una drammaturgia del reale, far mentire la finzione #Twint

#06

Simona Polvani ‏
@cotteretchris D6- P.Libano/ vicino-lontano: memorie collettive/memorie individuali nei conflitti mediorientali: quale lo scarto? #Twint

cotteret ‏@cotteretchris
@SimonaPolvani R6/1 Come posso guardare un avvenimento? Da quale angolo e a quale distanza? #Twint

cotteret ‏@cotteretchris
@SimonaPolvani R6/2 E’ la questione a cui devo rispondere, o che devo interrogare, dall’inizio del progetto #Twint

cotteret ‏@cotteretchris
@SimonaPolvani R6/3 Raymond in Ahlan Wa Sahlan #4: Non ero a Tunisi, non ho potuto vedere niente. Ci sono andato, era peggio #Twint

cotteret ‏@cotteretchris
@SimonaPolvani R6/4 Le rivolte arabe pongono una nuova questione: come accostarsi a un avvenimento all’epoca del 2.0? #Twint

cotteret ‏@cotteretchris
@SimonaPolvani R6/5 E’ la distanza che crea l’onda d’urto #Twint
cotteret ‏@cotteretchris

26 luglio

#07

Simona Polvani ‏@SimonaPolvani
@cotteretchris D7- Ieri Piscator,cinema,Teatro Politico Documentario/Oggi web 2.0.Può il teatro appropriarsi di rivoluzioni in corso? #Twint


Simona Polvani ‏@SimonaPolvani
@cotteretchris D7 – Solo un’immagine di Piscator….#Twint pic.twitter.com/Egj2xdGn

Scenografia per lo spettacolo “Il buon soldato Schweik”, regia di E. Piscator (1928), con proiezioni di immagini realizzate da George Grosz. (da http://art-for-a-change.com/blog/2010/02)

cotteret ‏@cotteretchris
@SimonaPolvani 7/1Il teatro può avvicinarsi,non appropriarsi.E’ un medium che rende possibile non una ricreazione per difetto #Twint

cotteret ‏@cotteretchris
@SimonaPolvani R7/2 Il teatro è il luogo di un incontro, convochiamo e parliamo di rivoluzione, perché no? #Twint

cotteret ‏@cotteretchris
@SimonaPolvani R7/3 Se ne parlerà sicuramente in un altro modo che altrove, quest’altro modo è ciò che dobbiamo trovare #Twint

cotteret ‏@cotteretchris
@SimonaPolvani R7/4 Ritorno da qui alla mia idea di movimento, generare un gruppo che genera un pensiero sugli avvenimenti #Twint

cotteret ‏@cotteretchris
@SimonaPolvani R7/5 I media cambiano, a noi stanarli. Ma la storia del mondo non cambia, finge #Twint

cotteret ‏@cotteretchris
@SimonaPolvani R7/6 Il mio teatro non è politico né documentario,si diverte con i limiti del genere,si contraddice lui stesso #Twint

#08

Simona Polvani ‏@SimonaPolvani
@cotteretchris D8 – Web 2.0,rivoluzioni e democrazie:Ogni cittadino-spettatore può diventare davvero più attore? #Twint pic.twitter.com/ArvQl3ZX

cotteret ‏@cotteretchris
@SimonaPolvani R8/1 E ogni cittadino può diventare attore in un movimento? A che titolo? Per dire cosa? #Twint

cotteret ‏@cotteretchris
@SimonaPolvani R8/2 Mi interrogo sulla parola attore. Attore di? Attore in? Recettore attivo? #Twint

cotteret ‏@cotteretchris
@SimonaPolvani R8/3 Il 2.0 rende attivo il nostro rapporto col fatto, con l’evento, resta la questione di cosa possiamo farne #Twint

cotteret ‏@cotteretchris
@SimonaPolvani R8/4 A che punto il 2.0 modifica il nostro modo di percepire? #Twint

cotteret ‏@cotteretchris
@SimonaPolvani R8/5 Lo strumento è nuovo, apre delle possibilità. Lo usiamo, ma esso come ci usa? #Twint

cotteret ‏@cotteretchris
@SimonaPolvani R8/6 Per concludere, il 2.0 crea uno spazio di cittadinanza, non crea il cittadino #Twint

27 luglio


#09

Simona Polvani ‏@SimonaPolvani
@cotteretchris D9- Film Démocratie Année Zéro -Qual’è il punto di vista da cui parte? Che sguardo porta sulla rivoluzione in Tunisia? #Twint

cotteret ‏@cotteretchris
@SimonaPolvani  R9/1 Nessun punto di vista all’inizio, (molto) lenta maturazione. Poi riflessione su potere/contropotere #Twint

cotteret ‏@cotteretchris
@SimonaPolvani R9/2 Una rivoluzione che non cerca il potere, ma di sorvegliarlo, è rassicurante, vero? #Twint

cotteret ‏@cotteretchris
@SimonaPolvani R9/3 Sguardo benevolo 🙂 #Twint

#10

Simona Polvani ‏@SimonaPolvani
@cotteretchris D10 – Démocratie Année Zero, Film documentario: Qual’è stato il procedimento cinematografico di ripresa? #Twint

cotteret ‏@cotteretchris
@SimonaPolvani R10/1 Processo avventuroso e pieno di casi felici. #Twint

cotteret ‏@cotteretchris
@SimonaPolvani R10/2 Seguire persone che mi interessano, e lasciarle raccontare delle storie #Twint

cotteret ‏@cotteretchris
@SimonaPolvani R10/3 E AMARE APPASSIONATAMENTE QUELLE STORIE #Twint

#11

Simona Polvani ‏@SimonaPolvani
@cotteretchris Avrei un’ultima domande extra D11 per concludere la nostra intervista. La formulo,a te decidere se rispondere o meno. #Twint

Simona Polvani ‏@SimonaPolvani
@cotteretchris D11 – Un anno in Tunisia per girare il tuo film. Qual’è l’immagine/ricordo che porti con te di questa esperienza? #Twint

cotteret ‏@cotteretchris
@SimonaPolvani R11 Che la cosa più insopportabile in una dittatura in fondo è il regno dell’arbitrio #Twint

Simona Polvani ‏@SimonaPolvani
@cotteretchris Grazie a Christophe per questa intervista.A presto e buon film!  #Twint

cotteret ‏@cotteretchris
@SimonaPolvani Grazie a te #Twint

 

 Dal 1 al 5 ottobre 2012 | su Twitter

di SIMONA POLVANI – venerdì 28 settembre 2012, ore 17.07

Fanny & Alexander è una bottega d’arte fondata a Ravenna nel 1992 da Luigi de Angelis e Chiara Lagani.
Protagonista della scena artistica italiana sin dalla sua nascita, Fanny & Alexander si è distinta per l’innovatore e multidisciplinare percorso di ricerca, declinato in spettacoli teatrali, progetti video e cinematografici, installazioni, azioni performative, mostre fotografiche, pubblicazioni, convegni e seminari di studi, festival e rassegne.
Negli ultimi anni la sua produzione si è sviluppata attorno a tre complessi e originali progetti pluriennali.  Il Progetto OZ (2007-2010) dedicato al Mago di Oz, di cui si ricordano gli spettacoli Him (2007) e West (2010). Il Progetto Lawrence (2011-2013), sulla figura leggendaria di T. E. Lawrence, meglio conosciuto come Lawrence d’Arabia, di cui finora sono stati realizzati lo spettacolo T.E.L. e il radiodramma 338171 TEL. E infine il Progetto Discorsi (2011-2014), sei spettacoli-monologhi che esplorano la forma retorica del Discorso, per indagare il rapporto tra singolo e comunità, tra individuo e gruppo sociale, attualmente in scena con Discorso grigio (2012), affidato alla performance di Marco Cavalcoli.

Ci siamo dati appuntamento su Twitter con Fanny & Alexander – Luigi De Angelis e Chiara Lagani – per una Tweet_intervista in dieci domande in cinque giorni, da lunedì 1 a venerdì 5 ottobre 2012.

Ogni mattina posterò due domande alle quali Fanny & Alexander risponderanno durante la giornata.
Seguici su Twitter! Il nostro hashtag è #TwInt

Istruzioni per seguire l’intervista:

1. Se non lo avete già, dovete crearvi un account su twitter.com

2. Diventate follower di Simona Polvani (http://twitter.com/simonapolvani) e Fanny & Alexander (https://twitter.comer.com/fannyalex_info)

3.  Siete invitati a connettervi ogni giorno, o comunque nel modo più regolare possibile. Per cinque giorni (dal 1 al 5 ottobre), Simona Polvani pubblicherà sulla sua pagina Twitter due domande per Fanny & Alexander che risponderà il giorno stesso dalla sua pagina. L’hashtag è #TwInt

L’intervista sarà in italiano e francese. Simona Polvani tradurrà domande e risposte e le ri-twitterà sulla sua pagina.

4. Prontuario di decriptaggio:

  • ogni domanda di Simona Polvani sarà costituita da un solo Tweet e sarà preceduta dalla lettera D seguita dal numero relativo alla domanda (es: D1 indica la prima domanda, D2 la seconda e così via)
  • ogni risposta di Fanny & Alexander potrà essere costituita da più Tweet e sarà preceduta dalla lettera R seguita dal numero relativo alla risposta e dal numero relativo al Tweet (es: R1/1 indica il primo Tweet di risposta alla domanda D1, R1/2 indica il secondo Tweet di risposta alla domanda D1, e così via…)
  • l’ultimo Tweet di risposta contiene alla fine la lettera F .


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Dal 16 al 20 aprile scorso Annie Abrahams ha risposto a dieci domande, due al giorno, in forma di Tweet.

I temi affrontati hanno riguardato la net art, la performance partecipata a distanza con il rapporto tra drammaturgia e protocollo, l’interattività, finzione e realtà su internet, il tatto, la collera femminile e maschile….

Annie Abrahams ha risposto facendo dei 140 caratteri di un Tweet virtù, attraverso il ricorso all’ipertesto, con link fotografici, video-sonori, testuali, che hanno così aperto le risposte a suggestioni e contenuti maggiori.

In risposte apparentemente elusive, ha condensato rimandi forti alla propria cifra stilistica. E nella provocazione dell’ultimo Tweet, una strizzatina d’occhio al suo progetto in corso Angry Women.

Chi non avesse potuto seguire allora la nostra intervista sulla piattaforma Twitter potrà trovarla ora trascritta in versione completa, sia nell’originale francese che nella traduzione in italiano nella pagina Twitter-Interviste/ Annie Abrahams.  Sempre in forma di Tweet!

Buona lettura!