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Piccole Forme

Mi hai stordito,
le mani a calice
in cui avrei voluto
tuffare la lingua
e leccare l’amore

Sei la spuma di gioia
che mi ha attraversata
trapassando da parte
a parte il moto ondoso
della desolazione

Avrei voluto fermarti
Strofinarmi il naso e la bocca
col tuo sapore
Chiudere il cerchio
della notte con il giorno
e in un viaggio per il mondo sconfinato
con te danzare

Non c’è stato errore
Questa volta

Sogniamo nel miraggio
di una notte
che fa il triplo salto mortale

La vita gioca
Con noi
Quando il piede poggio a terra
è di nuovo deserto

Roma, 7 giugno 2007

Simona Polvani

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Photo credits: 2013 Guido Mencari http://www.gmencari.com

Cari amici,

un’informazioni che mi riguarda che desidero condividere con voi…

 

martedì 17 dicembre, ore 18

Community Festival of Sound Arts

Auditorium “E. Morricone” – Facoltà di Lettere e Filosofia

Università “Tor Vergata”, Via Columbia 1, Roma

 

s_suite (2013)

per voce e live electronics

live electronics   Damiano Meacci
testo e voci registrate   Simona Polvani

s_suite è una composizione musicale per voce e live electronics basata su tre poesie di Simona Polvani, piccole_forme, intitolate periplo, la parola e fuga.

Dalla parola nuda, al limite dell’astrattismo, o dalla pastosità materica, raccontano di un’intimità incessante, in cui il corpo sensuale è fibra mentale e la sensibilità è occhio rapace.

La composizione si sviluppa seguendo, assecondando e contrapponendosi ai testi poetici. Intrecciando materiali predeterminati ed elementi improvvisati si costruisce un percorso sonoro sempre diverso che abbina alla voce recitata, ma non recitante, e alle sue elaborazioni anche elementi sonori concreti e materiali elettronici, per creare diverse prospettive percettive che possano far concentrare su percorsi meramente sensoriali o personali.

s_suite sarà eseguita per la prima volta al Festival di_stanze per la “Categoria recitazione musicale” (17 Dicembre 2013, ore 18, Auditorium “E. Morricone”, Università di Roma “Tor Vergata”).

Info:

www.baruffi.com   –  simonapolvani.wordpress.com – simona.polvani@gmail.com  –dm@baruffi.com

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Photo credits: 2013 Guido Mencari http://www.gmencari.com

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Photo credits: 2013 Guido Mencari http://www.gmencari.com

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Photo credits: 2013 Guido Mencari http://www.gmencari.com

pica

Questo mese,

straordinario,

mi sono concessa

una borsa

un bacio

una poesia

il pensiero di un viaggio.

Poi, più niente,

perché mi ero concessa troppo

e le mani erano già vuote.

Oggi-

oggi

è giorno di germogli,

di germogli, non da germogliare

di germogli germogliati

è giorno secco

Germogli

nell’incanto pastoso

di questo pomeriggio scarno

d’autunno

Le foglie,

cadenti, cadute

come tesori smessi

agli angoli del giardino,

sono per altri autunni

sconvolti

Oh, sono belle le foglie d’autunno dai colori

bruciati, dall’odore

appassito, come pensiero

svanito

Scricchiolano,

– voilà l’onomatopea fragile

Ma di germogli brillanti di colore,

– ecco sguardi lucenti –

è l’autunno, fuori stagione,

per verdi d’inverno.

Il mio, oggi. Tenace.

Quando ti vidi

la prima volta, che ti guardai, eri un bocciolo

un bocciolo rosa

di rosa

acquosa di rugiada

Al centro del giardino

stavi, tu, bocciolo

come dolcezza gaia

Quando io ti vidi,

quando il mio sguardo

ti guardò

tu eri verde, di un verde ancora acerbo

foglie aguzze

su tronco sottile

senza nodi

Ulivo giovane e prezioso

appena piantato, al di là

oltre la siepe, oltre il mio roseto

Può un bocciolo di rosa legarsi a un ulivo?

Può un ulivo anelare alla rosa?

Io ti vidi e tutto, radici e rami

fui verso di te

a te vicino

a te congiunto

Io, ulivo,

toccai e baciai i tuoi petali odorosi

e le spine

i sassi sotto le tue radici

la rugiada molle che ogni mattino

ti lavò

Io rosa mi lasciai accarezzare

dai tuoi rami contorti

dalla poesia del tuo dare frutti

Accolsi nel cuore del mio calice

ogni tuo frutto amaro

Ascoltai il vento quando ti suonava

mi riparai alla tua ombra rara

Abbiamo incrociato, nei giorni,

sotto lune e soli

nel farsi aspro e intenso delle stagioni

abbiamo incrociato i nostri rami

ed io rosa matura sono stata ulivo

io ulivo gigante, rosa

Tu bambino del centro Africa,

d’Islanda,

Tu che giochi all’equatore,

in Pennsylvania

o a Tokio dai pesci freddi,

che profumi senti, oggi, oggi,

in questa ora?

 

 

Io l’odore di mosto, appiccicoso

e d’aria che appassisce

 

 

Guardami, mentre attraverso pedalando

le vie,

e sento il rumore di spuma violacea

nelle orecchie

 

 

Io socchiudo gli occhi e ti vedo,

giocare con un ghiacciolo o il fango,

imbracciare un fucile o disegnare,

sulla sabbia,

un nome che non so leggere ancora,

però so sentire

 

Simona Polvani

 

Foto0151- albero

 

Bisogna diffidare degli amori mediocri. Nuocciono gravemente

alla felicità

 

Il faut se méfier des amours médiocres. Ils nuisent gravement

au bonheur

 

(Simona Polvani)

Ci sono tempi in cui il silenzio

è d’oro

come arnia di miele

 

(Simona Polvani)

Arrivi, tu arrivi

/Una linea di luce diafana

E mi tocchi
una mano, la scapola esposta

Giungi e sciogli la cera
all’orecchio cieco

Impenetrabile, erravo, racchiusa

/Tutta

in bava di seta

/Contro, dico, contro

impotente, renitente la lingua
al refrain che scarnifica
l’oggi

Giungi e irrompi,

/Crepitio dubbioso di screpolatura

ulna contro malleolo
ciglia e flagelli a perlustrare
il pallore, far affiorare
il rossore

/Incanti

Di nuovo sono
sulla pietra, qui,
riemersa all’orizzonte teso
Apparire e sparire, petali e foglie di ali dispiegare,
andare,
ancora, andare

Simona Polvani

(testo della video installazione In apparenza)

 

A mezzanotte in punto
ti do un bacio
di medusa

D’acqua ti cingo,
ti avviluppo.
Con impalpabili, lunghe
lingue
ti lecco, ti
succhio, ti bevo –

carne docile ai denti. Mare in sommossa

Simona Polvani