Interno Notte
Deflagrano risate
risate
deflagrano fuori
dalla finestra
Sonore sillabe gutturali rotonde rotanti
Dalla finestra fuori
irrompono seminando filamenti scie brusii
borboglii
Scardinato ormai è il regno del Silenzio Inamovibile
Talvolta nella distanza – cento metri a volo d’uccello –
accade
una parola non si infrange nell’aria
penetra allora intera di senso nel tuo orecchio – bon, enfin, putain, champagne, virus, covid
vie vie vie
Loro festeggiano – sagome shekerate dentro rettangoli luminosi nella notte pesta – La cacofonia della felicità riesumata
Tu ancora
segregata nell’appartamento rimani sempre
più lontana dalla (ad)domestica(ta) vita di un tempo – antropocene ridisegnato con un compasso senza centro
e incomprensibile è la gioia
strozzata dalla paura
Niente è più rassicurante nel presente
ciò che prima era sembra perduto per sempre
l’incoscienza – e il tatto l’olfatto il gusto persino la vista
Il corpo – tradito dal respiro –
è divenuto diffidente e fa barriera
I piedi recalcitranti ti negano la soglia – oltre
NO EXIT
(Neppure l’estate esplosa tutta il 19 maggio)
©Simona Polvani 2020

Grazie, Simona, di rendere in versi questa euforia sguaiata che ci ha circondato, ancora densa di paura e di sordità dell’anima e questi contrasti di luci e ombre dentro e fuori, nell’anima, nel corpo e nella mente. Ci salvano l’arte, la danza e la poesia.
Grazie Luciano per aver letto la mia poesia e per avermi restituito il tuo sentire. Concordo, la danza, la poesie e l’arte.
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