Poesia per un amico
Salvatore, tu vois—vedi –
(mentre guarda una fotografia che la macchina del tempo di Fb restituisce dal passato)
ci sono stati una volta compleanni condivisi
dentro “i parlari nostri” sconfinati
candeline soffiate a meno di un metro
e risate dimesse e fragorose
Il tempo del virus ci ha fatto regali perniciosi
Il distanziamento sociale – espressione asociale –
e l’impaurito sconfinamento – in cui i cavalli ombrosi dei piedi recalcitrano verso ogni dove scalciando
impazziti nell’aria vuota –
separano i corpi degli amici
e oltre – scindono mente e corpo
la prima resta
desiderante
della vita tutta che si crea insieme –
ai fratelli alle madri ai padri
agli amanti alle sorelle
agli amici
al genere umano ancora e forse per sempre sconosciuto –
della vita che si crea
corpo a corpo
tutta intera
©Simona Polvani, 26 mai 2020
